Tarocchi in mostra alla Famija Albeisa

Tornati di moda negli ultimi tempi per la misteriosa atmosfera che vi aleggia intorno, i tarocchi sono un mazzo da gioco composto da 78 carte che non pecca sicuramente di fantasia, anzi… chi più ne ha più ne metta!

L’inaugurazione

Una delle alunne, Giulia Scavino, durante l’inaugurazione

Per riaprire la stagione delle esposizoni artistiche, l’Associazione culturale Famija Albeisa di Alba, che da molti anni si occupa di promozione di eventi culturali e valorizzazione del patrimonio dei territori di Langhe e Roero, ha inaugurato il 9 ottobre la mostra che vede protagonista il tema dei tarocchi. Tra sculture, dipinti e disegni che creano un percorso in parte nel giardino dell’ex villa signorile e in parte nei locali interni, spicca la grande creatività degli alunni della 4^ e della 2^ del liceo artistico di Alba Pinot Gallizio.

Alcune tematiche

Una delle opere in esposizione

“Il tema dell’esposizione è stato scelto dagli alunni stessi durante le vacanze estive, sono molto soddisfatta di quanto sono riusciti a realizzare e dell’originalità che ognuno di loro ha dimostrato nella reinterpretazione delle carte”– spiega la professoressa Annamaria Ferreri, coordinatrice del progetto. Durante l’inaugurazione, gli artisti hanno preso parola per spiegare il modo in cui hanno deciso di rappresentare i tarocchi, e il significato che vogliono trasmettere attraverso le loro opere.

“Ho deciso di rivisitare la carta dell’innamorato con l’intenzione di esprimere il tema delle scelte importanti. Nella mia interpretazione, la scelta dei due innamorati è già stata compiuta: essi infatti sono abbracciati e uniti dalla freccia, simbolo delle conseguenze. Il mio intento, anche attraverso la scultura che ho realizzato, era quello di rappresentare la paura di sbagliare”– spiega Anna Gahzoul.

Rivolgendo l’attenzione a un concetto diverso, Marco Livolsi spiega: “Sonopartito dal tarocco della morte e dai suoi vari significati, così da capire come poter giungere a una reinterpretazione sottoforma di scultura. Ho quindi cercato reference di carte sul tema che ho trattato per creare degli schizzi. Dopo il bozzetto realizzato in fil di ferro, sono passato all’elaborato finale costituito da una struttura in metallo coperta di creta.”.

C’è chi, invece, ha guardato al tema delle stelle, come l’allieva Aurora Stella: “La scultura che ho realizzato raffigura una donna senza veli che stringe una caraffa. La grande stella ad otto punte, il numero dell’infinito, simboleggia l’Orsa Maggiore, che sorveglia la figura femminile. L’intenzione è quella di rappresentare il concetto di speranza e l’attesa di una nuova alba. Inoltre ho reso l’idea di un’onda, che si innalza grazie a un processo di ramificazione, proprio perché siamo noi a decidere il nostro destino: è solo per mezzo delle nostre mani che la carta esce alla cartomante dritta o al contrario. Essa inoltre simboleggia il rovesciamento, il cambiamento dovuto a ogni nostra piccola decisione. A seconda del modo in cui esce la carta “le stelle”, vita, lavoro e amore saranno costellati rispettivamente da successo, felicità, fertilità; al contrario l’esito sarebbe un terreno secco e non più fruttifero.”

Un’altra opera degna di attenzione è stata quella illustrata da Giulia Scavino: “La scultura prende spunto da due tarocchi: quello del sole, che rappresenta illuminazione e successo, quindi concetti prettamente positivi, e quello della luna, ovvero l’inconscio e il mistero. Ho unito le carte per giungere a un nuovo significato di conoscenza e illuminazione del proprio subconscio. Ne è derivata una scultura in creta a forma di sole, mentre i raggi e la luna sono di plexiglass. Quanto ho realizzato è stato anche pensato come oggetto di design: infatti potrà essere utilizzata come lampada.”

Orari e date

Spaziando tra variegati significati e diverse carte che ogni artista da deciso di rivisitare in chiave contemporanea, la mostra si presenta come un modo alternativo di concepire la rappresentazione dei tarocchi. L’esposizione è aperta al pubblico fino al 31 ottobre e si può visitare sabato e domenica dalle ore 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00.

Federica Seni Ferreri

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