A tu per tu con Silvia Caroline Schirinzi, storyteller e content creator

Ci incontriamo in un bar in centro a Torino, Silvia è già pronta per l’intervista e ha parcheggiato la sua bici vicino al nostro tavolo. Silvia Caroline Schirinzi, talent influencer, content creator e scrittrice torinese, è una delle personalità che più mi ha colpito su Instagram: sempre elegante, originale e profonda nelle sue riflessioni. Questa intervista non è il suo primo contatto con il mondo dell’università di Torino: molti degli studenti di Economia e Commercio che ci leggono l’avranno già incontrata questo lunedì in occasione della sua testimonianza durante il corso di Digital Marketing e Big Data Management in cui ha raccontato la sua esperienza lavorativa. Ha iniziato la sua carriera 10 anni fa aprendo il suo blog, uno spazio in cui condivideva le sue più grandi passioni: la moda e le tendenze. Ad oggi si appassiona a tutto quello che la può stimolare, arte, cultura, musica, scrittura e lo condivide sui suoi profili social non solo attraverso foto suggestive, ma anche con il suo storytelling. In questa intervista imparerete a conoscerla meglio, parleremo del suo romanzo Dall’alto verso il cielo e di molto altro ancora. Buona lettura!

Chi è Silvia? Parlami un po’ di te.

Silvia è di tutto un po’ e un po’ di tutto, una persona poliedrica che ama testare un po’ la vita. Sono molto curiosa, ho sempre amato informarmi, perciò tutto quello che mi circonda viene assimilato da me, dai miei occhi (da qui il nome del suo blog Thebluelighteyes.com, ndr)e così riportato e riversato nel mio lavoro. Sono una persona determinata, coraggiosa, un po’ testarda, dinamica, sono molto sensibile ed empatica, ciò a volte è una lama a doppio taglio. Questo essere me stessa e volerlo sempre tirar fuori, non seppellire, mi ha portato nella vita ad avere grandi soddisfazioni, soprattutto a livello lavorativo.

Cosa ne pensi di chi crede che il tuo non sia un vero lavoro?

Ho smesso di pormi questa domanda molto tempo fa perché ho capito che le persone intelligenti, capaci e con una sensibilità, capiscono quello che faccio. Ovviamente chi mi vive tutti i giorni, i miei famigliari e le mie amicizie, capiscono quello che faccio tanto da difendermi nel momento in cui trovano sul loro cammino persone superficiali e che tendono a sminuire il mio lavoro. Come in tutti i settori c’è chi lavora in maniera professionale e costruttiva e chi invece no, si tende poi a fare di tutta l’erba un fascio e quindi a credere che sia una cosa semplice. In realtà a me non piace il termine influencer, mi piace dire che faccio un lavoro che possa indurre, ispirare o stimolare le persone che mi seguono non solo ad acquistare un prodotto, ma a credere anche in certi principi. Tratto spesso temi specifici, cerco di sensibilizzare le persone su molti argomenti ad oggi importanti. Tutte quelle persone che non credono in me non sono più cosa che mi riguarda, vado avanti con chi sento vicino e crede in me.

Che significato ha la moda per te?

La moda per me è una bellissima forma di espressione che sta diventando anche cultura. Ti faccio un esempio: Gucci che ha creato una vera e propria cultura intorno al suo brand. Non soltanto più una collezione che sfila, un capo d’abbigliamento da indossare, ma è proprio un modo di essere, di vivere e di pensare. La moda potrebbe trasmettere molto di più di quello che già fa ma, penso comunque che sia sulla strada giusta. Secondo me, la moda, l’arte, la cultura e la musica sono legate da un filo rosso, solo che noi tendiamo a dividere questo settore e a farlo sembrare molto più frivolo e superficiale, in realtà, in fondo, viene trasmesso molto di più rispetto ad altri.

Tu sei anche una scrittrice: l’anno scorso è uscito il tuo primo romanzo Dall’alto verso il cielo. Di cosa si tratta?

E’ un romanzo rosa, il punto chiave è l’empowerment femminile. La protagonista è Sofia, una giovane donna sui 30 anni che si affaccia a nuove consapevolezze di vita, a nuovi obiettivi, nonostante il passato turbolento. Si affaccia ad una città nuova, Londra, così simile ma così diversa da Torino, una città in cui impara a conoscere se stessa, a vivere in solitudine. C’è anche una parte dedicata ad una storia d’amore. Ci sono vari punti di riflessione in questa storia: la mia visione dell’amore, come ci si sente a dover affrontare nuove sfide, a dover imparare a convivere con una solitudine che potrebbe farci paura ma che, se impariamo a destreggiarla, diventa la nostra migliore amica. La copertina del libro l’ho scattata io, così come le polaroid a colori all’inizio di ogni capitolo. E’ “in the making” il secondo romanzo, che vorrei pubblicare nell’autunno 2022, il format sarà simile, ma la storia sarà completamente diversa.

Quando e perché hai deciso di scrivere questo romanzo?

E’ nato l’anno scorso dalla necessità di trasmettere le mie esperienze personali raccontate tramite delle storie, che potessero aiutare il mio pubblico con consigli sinceri e spassionati, e dal bisogno di comunicare su un canale diverso rispetto ad Instagram.

La tua passione per la scrittura la possiamo percepire dal tuo storytelling su Instagram e dal libro che hai scritto. Scrivi anche per delle riviste?

Dopo aver pubblicato il mio romanzo, l’attenzione è ricaduta sulla mia scrittura e molte testate giornalistiche mi hanno proposto di scrivere per loro. Nel 2021 ho cominciato a scrivere come fashion editor per Torino Magazine sia nella parte digital che cartacea. Scrivo di beauty per Vogue Italia digital: in questo ambito lo storytelling può essere sviluppato molto bene per quanto riguarda il racconto delle fragranze e dei percorsi olfattivi. In Vogue Italia sono stata anche talent per il loro profilo Tik Tok, ho realizzato alcuni video sempre a tema beauty e fra poco uscirà un nuovo pezzo sul loro sito dedicato a una fragranza di un brand per cui lavoro. In realtà è tutto collegato perché io per loro scrivo, poso anche come talent, come modella e poi il tutto viene pubblicato sui miei profili social. A me piace molto scrivere e non nego che mi piacerebbe farlo anche per una testata giornalistica straniera in futuro.

Tutto questo lo condividi nella cornice di Torino (e non solo) che è molto presente sui tuoi profili social. Cosa ne pensi della nostra città?

Io amo Torino. Per un progetto televisivo realizzato con il programma X-Style, andato in onda il 5 ottobre, sono stata testimonial per la fragranza Miss Dior che è stata rilanciata quest’anno con note floreali diverse dal solito. Vedendo quanto ami la mia città, mi hanno chiesto di raccontare la fragranza, quindi le note di testa, di cuore e di fondo, nei miei tre luoghi preferiti a Torino. Ho scelto piazza Carignano, piazza Castello e piazza della Gran Madre di Dio. La prima è sempre stata la mia preferita: amo prendere il caffè alla Farmacia del Cambio, mi sento molto sabauda. La seconda perché Torino è considerata la piccola Parigi e piazza Castello ha una cancellata che la ricorda molto, poi è il punto nevralgico della città e unisce tutte le vie principali del centro. La terza perché è un luogo in cui prendo un bel respiro a pieni polmoni e butto fuori tutto quello che non va. Guarda la città dall’alto e io vado spesso lì a sedermi sui gradini della chiesa perché la vista è sempre stupenda. Torino ha molto da dire, però le piace rimanere nella sua comfort zone. Ha tanto da offrire a livello di mostre, cultura, arte, movida, locali, solo che purtroppo vive un po’ nell’ombra di Milano soprattutto per quanto riguarda la moda. Torino piace, ma è di nicchia: è proprio questa la cosa più bella, che rimane una città per pochi. Continuerò a spingerla e a promuoverla al meglio.

Abbiamo concluso, grazie mille per questa intervista.

Grazie a te!

Alessandra Picciariello

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