Fleabag, l’Eroina moderna di Marina Pierri.

Non molti sanno che nell’elenco offerto da Amazon Prime Video, vive in sordina una mini serie da due stagioni che, in realtà, di “mini” ha solo il numero di episodi. Sacco di pulci è la traduzione italiana più adatta che potremmo dare al nome di questa serie tv britannica e alla sua protagonista: Fleabag. In questo capolavoro di Phoebe Waller-Bridge, ideatrice nonché attrice protagonista, viene trattata una tematica oggi molto importante: essere una donna di trent’anni e non sapere che farsene della propria esistenza.

Marina Pierri, scrittrice e critica televisiva, autrice del libro Eroine. Come i personaggi delle serie tv possono aiutarci a fiorire (Tlon, 2020) percorre un viaggio attraverso il valore archetipico dei personaggi femminili delle serie tv, in cui Fleabag rappresenta proprio la tappa finale. L’opera mette in contatto tra loro i mondi del femminismo intersezionale, della psicologia e delle narrazioni. È divisa in due parti: nella prima viene affrontato l’argomento del Viaggio che l’eroina deve compiere per raggiungere la propria realizzazione in una realtà in cui il patriarcato lascia ancora grevi tracce, un percorso più complesso rispetto a quello dell’eroe a cui siamo abituati; nella seconda, invece, analizza un archetipo per capitolo, a ognuno dei quali sono associati una divinità, un personaggio guida e uno ombra.

la copertina del libro. (credits: https://cs.ilgiardinodeilibri.it/data/prod/orig/e/eroine-pierri-libro.jpg?_=1600262418)

Si parte dall’Innocente, rappresentata dalla guida Kimmy Schmidt (Unbreakable Kimmy Schmidt) e dall’ombra Poussey Washington (Orange is the New Black), per poi passare per l’Orfana, la Guerriera, la Creatrice, la Distruttrice eccetera. Vengono prese in esame le protagoniste di serie televisive quali Pose, Jane the Virgin, L’Amica Geniale, Russian Doll e sicuramente uno dei piaceri che Marina Pierri ci concede è proprio quello di sfogliare le pagine e scoprire a sorpresa l’eroina che accompagna le tappe del nostro viaggio. Il tratto che rende unico il libro è l’innata empatia che si instaura tra il/la lettore/lettrice e ogni singolo capitolo, probabilmente grazie all’utilizzo di personaggi noti al grande pubblico divoratore di serie tv.

Quello di Fleabag è un caso particolare, non solo perché rappresenta la fine (apparente) del viaggio emotivo, ma perché incarna sia la guida che l’ombra dell’archetipo della Folle. Una donna cinica, perversa, emancipata, impulsiva e a tratti leggermente svitata, dotata di un umorismo ferocemente tragicomico e di una psicologia particolarmente indecifrabile. Spesso rompe la quarta parete e ci sputa addosso i suoi pensieri, che in fondo sono anche i nostri, all’insaputa di tutti (o quasi) i personaggi che condividono la scena insieme a lei. La serie nasce da uno spettacolo teatrale della stessa autrice-attrice, la cui influenza si fa sentire nel modo in cui le inconsuete tecniche di regia sono state utilizzate con tanta virtuosità. Si tratta di un dramedy e di una protagonista talmente complicati da approfondire che addirittura Marina Pierri confessa di aver avuto difficoltà nell’analisi. Ed è proprio l’incapacità di decifrare che rende Flebag e Flebag autentiche.

La Folle incarna la fine e l’inizio di un viaggio che si rivela circolare. Scrive l’autrice: “Il dodicesimo archetipo-personaggio è indomabile. È un principio vitale talmente vibrante da consentire all’eroina di rimettersi in viaggio non appena riprende fiato”. Fleabag è proprio questo: una donna indomabile che segue un moto circolare, in cui ogni volta che affonda negli abissi dei suoi drammi, trova la forza di tornare a galla e il coraggio di precipitare nuovamente. Ed è questo che Marina Pierri ci insegna con Eroine. Dopo aver messo in luce le difficoltà imposte alle donne dalla cultura patriarcale, non ci lascia con un’eroina mitologicamente infallibile, ma con la realtà: una Folle che contempla il fallimento e celebra la propria rinascita come un’araba fenice.

Giulia Calvi

Crediti foto di copertina

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