Serie A, analisi del girone d’andata

Con il 2021 si è chiusa anche la prima metà del campionato, che ha fornito indicazioni importanti per quanto riguarda obiettivi e ambizioni delle venti squadre. Se il campionato finisse oggi l’Inter sarebbe campione, la Juve giocherebbe in Europa League e Salernitana, Cagliari e Genoa tornerebbero in B. Con un intero girone ancora da giocare, ecco quali sono stati i responsi della prima parte della Serie A.

Top

A comandare la classifica si trova l’Inter, fresca campione d’Italia, la cui posizione non è per nulla scontata. Gli addii di Lukaku, Hakimi e Conte non si sono sentiti grazie al lavoro di Inzaghi, che si è subito integrato nell’ambiente nerazzurro. Forte del sistema identico al suo predecessore, l’ex tecnico della Lazio ha dato linfa e vivacità al gioco interista, facendo ambientare al meglio Dzeko, Calhanoglu e, nelle recenti settimane, Dumfries.

Sotto la capolista si trovano Milan e Napoli, accomunate dalla sfortuna degli infortuni che li ha fatti scivolare in classifica. Leao e Calabria da una parte, Osimhen e Koulibaly dall’altra sono solo alcuni. Prima degli infortuni il Napoli viaggiava a un ritmo altissimo, salvo perdere diversi punti nel mese di dicembre. È un campanello d’allarme che va analizzato con moderazione, dato che la mole di assenti non ha comunque inficiato la bellezza del gioco partenopeo. Nei primi due mesi dell’anno la Coppa d’Africa porterà via due giocatori fondamentali alla causa di Spalletti, Koulibaly e Anguissa, ma se dovesse riuscire a non perdere troppo distacco, allora da marzo i discorsi per il campionato sarebbero ancora aperti.

Dietro c’è l’Atalanta, che ormai è da considerare alla stregua delle altre big. Forse lo scudetto rimane un obiettivo bello e impossibile, ma storicamente la seconda parte del campionato è quella in cui la Dea dà il meglio di sé. L’innesto di Boga conferisce imprevedibilità ad un reparto che l’aveva persa dall’addio di Gomez due stagioni fa.

Tra i top non può non risultare la Fiorentina, in questo momento al settimo posto. Trascinata dalla guida ottima di Italiano e dai gol di Vlahovic, la Viola può essere annoverata alla pari delle “sette sorelle” grazie alla qualità del proprio gioco (e a Firenze è sempre difficile portare a casa dei punti).

Tra le sorprese di questo campionato ci va senza dubbio l’Empoli, che da neopromosso sta offrendo un gioco vivace ed è nona. Poi il Bologna che da quando è passato a 3 ha sistemato la fase difensiva, senza rinunciare alla proposta offensiva.

Flop

Tra i flop c’è la Juve. Il ritorno di Allegri in panchina doveva riportare la squadra a lottare per lo scudetto, ma una pessima gestione dell’addio di Cristiano Ronaldo ha generato una squadra incompleta, a cominciare dalla prima punta. Con un attaccante da 20 gol probabilmente la Juve sarebbe più vicina all’Inter, ma la proposta di gioco non convince. Allegri ha iniziato la rifondazione dalla difesa: 2 gol subiti in 8 partite. Tuttavia 27 gol fatti sono pochi e gli infortuni di Chiesa e Dybala sicuramente non aiutano. La classifica è ora meno tragica che nelle settimane precedenti: gennaio e febbraio saranno decisivi, in quanto la Juve affronterà quasi tutte le avversarie più temibili e dall’esito di questi incontri si capiranno le vere ambizioni bianconere.

Sotto la Vecchia Signora ecco le romane. La Roma ha beneficiato all’inizio dell’entusiasmo dettato da Mourinho, salvo poi cadere alla distanza. Un po’ di sfortuna (è la seconda squadra per legni subiti, ben 13) e prestazioni sottotono dei giocatori di maggiore qualità la portano al sesto posto. Poi c’è la Lazio, che non ha ancora digerito la rivoluzione di Sarri, ma il suo è un progetto pluriennale e quindi è presto per i bilanci, anche se ci si aspettava qualcosa in più.

Nella zona rossa ci sono Genoa, Cagliari e Salernitana che stanno facendo troppo poco per mantenere la categoria. Le cause sono diverse: tanti infortuni e una scelta in panchina coraggiosa per i liguri, un ambiente disastrato per i sardi e poca qualità per gli ultimi.

Matteo Revellino

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