“Abbiate progetti più grandi di voi”: le parole del fondatore di Satispay

Fino a pochi anni fa sembrava un’utopia uscire di casa senza portafoglio, pagare il panettiere con un click e dividersi le spese tra amici direttamente dal cellulare. Un gruppo di ragazzi ha invece deciso di sognare in grande, immaginandosi il mondo futuristico del mobile payment e decidendo di tentare la sorte per realizzare un network di pagamenti interamente online: nasce così Satispay, da un’idea di Alberto Dalmasso. 

36 anni, cuneese di nascita, Alberto ha tenuto un talk presso quella che è stata la sua città per molti anni, nella suggestiva cornice di Villa Tornaforte Aragno. Il filo conduttore dell’incontro è stato “l’importanza dell’ambizione”, a suo dire fondamentale per sviluppare qualsiasi idea. 

“Satispay è nata nel 2013, quando ancora il mondo fin-tech era agli albori. – spiega Alberto, CEO e co-founder dell’applicazione – E’ stato difficile farsi strada con un’idea che spesso lasciava perplessi gli investitori più tradizionalisti, ma noi ci abbiamo sempre creduto con tutte le nostre forze. Ci siamo licenziati e senza indugio ci siamo imbarcati in quella che sarebbe stata l’avventura più burrascosa e soddisfacente della nostra vita”.

Com’è nata l’idea di creare una piattaforma per i pagamenti digitali?

“Come spesso accade per le scoperte volte a semplificare la vita, l’idea è nata per risolvere un problema: quello dei pagamenti di piccole somme. Di sovente mi trovavo in difficoltà per pagare piccoli importi, tra la mancanza di monete e gli esercenti che rifiutavano le carte di credito per un semplice caffè. Dopo aver preso consapevolezza di questa esigenza di mercato, ho deciso di colmarla con un progetto che potesse essere di utilità per i clienti, così come per i titolari delle attività. I primi anni ho condiviso con Dario Brignone e Samuele Pinta le notti passate a fare brainstorming, le difficoltà a reperire finanziamenti e gli ostacoli del lanciare la nostra applicazione sul mercato. Non vi dirò che è stato facile, ma vi dirò che ne è valsa la pena”. 

Come ci si sente ad essere giovani imprenditori di successo?

“Quando nelle interviste mi domandano come ci si senta a trovarsi in una posizione di successo così di colpo, rispondo che non ci si abitua mai. Non amo parlare di successo, quanto più di “privilegio”: mi sento privilegiato ad aver costruito con le mie mani Satispay, ad averci creduto fin dal primo istante. Ancora oggi, ogni giorno lavoro per realizzare il mio sogno e non mi sento all’altezza di questo progetto. Sento la necessità di studiare, di mantenermi in costante aggiornamento, di anticipare le tendenze. È un privilegio essere circondato da persone più esperte e competenti di me, dalle quali posso imparare di continuo”.

Cos’ha Satispay in più degli altri servizi?

“La nostra applicazione ha avuto una crescita formidabile perché il pubblico si è accorto di quanto ne avesse bisogno. Il nostro obiettivo è quello di far diventare Satispay il metodo di pagamento più utilizzato in Europa: la strada è ancora lunga, ma stiamo procedendo nella giusta direzione. Non vogliamo imporre il nostro modello, ma siamo certi che sempre più persone riconosceranno la comodità di questo sistema. Con iniziative tipo il “cashback di stato” abbiamo attirato moltissimi nuovi utenti che, terminato l’incentivo, non hanno smesso di utilizzare la piattaforma. Nei prossimi anni le funzionalità dell’applicazione si amplieranno notevolmente, andando ad includere servizi come assicurazioni, transazioni bancarie, investimenti e trasferimenti di grandi importi. Satispay diventerà un intermediario finanziario completo, sostituto di tutte le applicazioni singole di fornitori di energia, banche, autostrade… la comodità di avere tutti i servizi in un unico luogo trattiene i clienti, i quali hanno fiducia nel nostro brand e di conseguenza in tutte le proposte che andremo ad offrire”.

Qual è al momento la vostra difficoltà maggiore? 

“Come facilmente immaginabile, il nostro non è stato un percorso privo di insidie e ancora oggi ci troviamo quotidianamente ad affrontare imprevisti e complicazioni. Il problema sistemico che stiamo riscontrando in questi ultimi anni riguarda le assunzioni: sta diventando sempre più difficile scegliere le persone adatte ad affiancarci in questo percorso, che siano altamente motivate e soprattutto capaci di adattarsi alla continua innovazione del settore. Riceviamo centinaia di curricula al giorno, e abbiamo in programma di accogliere nel nostro team 1 nuovo membro ogni 2 giorni, per arrivare a 500 dipendenti entro il 2023. In Satispay siamo tutti giovanissimi, spesso senza molta esperienza ma con una grande voglia di metterci in gioco: ci formiamo sul campo, sbagliando ed imparando dai nostri errori. Spesso è difficile trasmettere ai nuovi membri la cultura aziendale e i nostri valori, ma cerchiamo di farlo con la massima trasparenza. Organizziamo di frequente spazi di condivisione in cui parlare liberamente degli aspetti critici del lavoro, per poterci migliorare continuamente e avere accesso a punti di vista differenti. Dopo 6 mesi i nostri dipendenti ricevono gratuitamente delle azioni: in questo modo beneficiano direttamente della crescita di Satispay e sono motivati a contribuire con tutte le loro forze”. 

Che consiglio daresti a chi vorrebbe intraprendere una strada simile? 

“Non abbiate paura di sognare in grande, di fare progetti per cui non vi sentite all’altezza. Circondatevi di persone stimolanti, più intelligenti e intraprendenti di voi, che vi facciano sentire ignoranti, ma al contempo vi invoglino a migliorare. Credete sempre al 200% in quello che fate e dimostrate al mondo che vale la pena spendersi per il vostro progetto. Quello che ho riscontrato in molti fondatori di startup è il timore ad ammettere quante risorse serviranno a finanziare la loro idea, per non spaventare gli investitori. Noi abbiamo sempre seguito un approccio opposto, e forse è questo che ha portato gli investitori “giusti” a fidarsi di noi: sin dal principio sapevamo che sarebbero serviti ingenti capitali e presentavamo Satispay come un progetto sì ad alto rischio, ma anche ad enorme potenziale. E’ successo che poco prima degli aumenti di capitale gli investitori si tirassero indietro, ma non ci siamo fatti prendere dal panico: in poche ore siamo riusciti a trovarne altri, per il doppio del capitale. Bisogna saper reagire ad ogni situazione a sangue freddo, sapersi reinventare continuamente e cambiare rotta, se necessario”.

Ad oggi Satisapay è una S.p.A. che conta 2.5 mln di utenti, 200mila esercenti e oltre 42 nazionalità tra i suoi dipendenti. Nel primo anno ha avuto in totale 15 mila nuovi clienti, mentre lo scorso mese oltre 150mila. “Siamo uno degli intermediari finanziari con più crescita in Europa – afferma in conclusione l’AD Alberto DalmassoLa chiave per crescere è l’innovazione, la capacità di anticipare le tendenze. Lo sviluppo tecnologico segue delle curve esponenziali e noi cerchiamo di mantenerci al passo con esso: chi rimane indietro è perduto e non ha più possibilità di competere nel settore”.

Matilde Benedetta Botto

In copertina: Alberto Dalmasso, CEO di Satispay. http://www.innovation-nation.it

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