“Hacktivismo” Anonymous

La guerra tra Russia e Ucraina avanza da settimane e il conflitto politico si inasprisce progressivamente. Tra i vari nemici inseriti nella black list stilata da Vladimir Putin non possiamo non tener conto di Anonymous, collettivo di hacker più grande del mondo che sin dall’inizio delle ostilità ha aperto la parentesi di una cyberguerra contro il presidente della Federazione Russa. Ma chi si nasconde dietro la maschera di V per Vendetta?

Anonymous è un progetto che nasce nel 2003 e, sebbene nessuno sappia chi e quanti siano coloro che ne fanno parte, possiamo affermare quasi con certezza che si tratti di un’associazione di persone di diverse nazionalità, alcune probabilmente anche russe e ucraine. Obiettivo: difendere la libertà di pensiero e di espressione, ragione per cui si descrivono come “hacktivisti”. Nonostante la nobile causa per cui si battono, questi esperti di informatica agiscono al di fuori della legalità, dunque Anonymous è un collettivo criminale perseguito dalle istituzioni mondiali. Come i personaggi de La Casa di Carta, si battono per la giustizia andando contro la giustizia stessa, nascondendo il loro volto dietro la maschera, in questo caso, di Gaye Fawkes.

Nel corso di questi diciannove anni gli attacchi degli hacktivisti sono stati moltissimi, tra i più noti vi è quello contro il social network Habbo, tra il 2006 e il 2007. Le operazioni Great Habbo Raid of ’06 e Great Habbo Raid of ’07 avvennero in seguito a una vicenda accaduta in Alabama, in cui fu proibito a un bambino affetto da AIDS di fare il bagno nella piscina di un parco divertimenti. Attraverso il social, gli utenti di Anonymous hanno assaltato la pagina della piscina dichiarandola “chiusa per AIDS” e successivamente trasmesso messaggi in chat contro la discriminazione subita dal bambino. L’attacco venne difficilmente sedato dalle autorità, ma per mesi si tennero sotto controllo moltissimi profili social sospetti.

Nel 2008, invece, viene portato avanti il Progetto Chanology contro la chiesa Scientology, sempre più diffusa negli Stati Uniti e nel mondo. La vicenda vede come pretesto la pubblicazione di un’intervista di Scientology a Tom Cruise, noto adepto, su YouTube, accusato di plagio da parte dell’associazione religiosa che lo costrinse a rimuoverlo. Anonymous vide nell’atto una forma di censura ai danni del social network e insorse ai danni dei religiosi attraverso hackeraggio dei siti web e scherzi telefonici. Non bisogna trascurare il peso mediatico del cyberattacco: infatti, circa 8000 cittadini di tutto il mondo protestarono contro Scientology rivendicando il diritto alla libertà di espressione.

Gli attacchi non sono mancati in Italia: quattro anni dopo, Anonymous si scagliò contro il sito web di Trenitalia a causa degli sfiancanti ritardi degli InterCity, prendendo le parti dei viaggiatori e dei pendolari. Tra gli altri nel mirino degli hacktivisti troviamo Vittorio Sgarbi, Equitalia, Enel, il Vaticano, ministeri vari e Telecom, quest’ultima attaccata in seguito all’unica intervista italiana a un membro del collettivo diretta dal giornalista Riccardo Bastianello su Panorama.

Oggi il principale nemico è indubbiamente Putin, contro il quale si scagliano sempre più cyberattacchi, volti principalmente a informare i cittadini russi dei crimini di guerra commessi dal loro presidente, in modo da liberarli dalla “cortina di ferro di propaganda” dietro la quale sono intrappolati.

“Putin ha esposto la popolazione ad un sacrificio. A questo punto, la via più pacifica in cui questo conflitto può finire è che la gente della Russia insorga contro Putin e lo rimuova dal potere.”

Anonymous, 13 marzo 2022

Continuando ad assistere da spettatori ai tentativi dei cyber-Robin Hood di fare insorgere il popolo russo contro il suo “zar” mettendo fine a una guerra ingiusta in quanto tale, non resta che riflettere su quale sia il vero confine della giustizia e quanto dei criminali siano effettivamente tali quando il fine perseguito è più nobile del mezzo.

Giulia Calvi

Crediti immagine: https://phantom-marca.unidadeditorial.es/559ec4d4ef3d1d2abf65cd1e4889f882/resize/1320/f/jpg/assets/multimedia/imagenes/2022/02/28/16460658579682.png

Crediti foto di copertina: https://www.marca.com/en/lifestyle/world-news/2022/03/21/62385c3eca474198158b458d.html

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