5 mostre da visitare a Torino ad Aprile

Fotografia, pittura, fumetto, installazioni sonore… Il panorama torinese è ricco di mostre ed eventi. Di seguito, 5 imperdibili esposizioni inaugurate qualche mese fa da visitare assolutamente nelle loro ultime settimane di apertura al pubblico. Pronti, via!

1. “Kakemono – Cinque secoli di pittura giapponese”, la collezione Perino al MAO

In calendario fino al 25 aprile al Museo d’Arte Orientale di Torino, è la prima mostra in Italia incentrata sul kakemono. Si tratta di una forma d’arte molto diffusa in Asia orientale che consiste in rotoli di tessuto prezioso o carta, dipinti oppure calligrafati, pensati per essere appesi durante occasioni speciali o utilizzati come decorazione. Spesso esposti nelle case giapponesi, riflettono una certa concezione estetica e filosofica del tempo e del movimento. Alla base di queste opere si trova infatti un’allusione al divenire e al cambiamento quali elementi inevitabili (e positivi) dell’esistenza.

La visita lungo le sale del MAO si articola in cinque sezioni tematiche – fiori e uccelli, animali, figure, paesaggi, piante e fiori – trasportando i visitatori in un mondo suggestivo fatto di dettagli sottili e rappresentazioni minuziose, in un estremo esercizio di sintesi e raffinatezza. Fra i 125 kakemono esposti al MAO figurano alcune opere dei maggiori artisti giapponesi, tra cui Yamamoto Baiitsu, Tani Bunchō, Kishi Ganku e Ogata Kōrin. Si aggiungono all’esposizione anche ventagli, dipinti e lacche decorate appartenenti alla Collezione Claudio Perino, collezionista piemontese.

2. Andy Warhol: torna a Torino la mostra sul padre della Pop Art

Negli spazi di Palazzo Barolo, prorogata fino al 1 maggio, torna in mostra “Andy Warhol  – Through the Lens of Fred W. McDarrah”. Attraverso un ordine espositivo cronologico si indagano le principali fasi della vita e della carriera dell’artista, mettendo in luce i momenti chiave della Pop Art, in un affascinante viaggio alla scoperta dell’America degli anni ’50–’70 e di un artista simbolo del XX secolo.

Una selezione unica di opere d’arte di Warhol si accompagna alle fotografie storiche provenienti dall’archivio del fotografo Fred W. McDarrah, che lo ha immortalato per oltre trent’anni. Tra le sale si conosce così il lato più privato e umano dell’artista, oltre alla genialità delle sue opere, tra creatività e innovazione, capaci di influenzare ancora oggi l’arte e il pensiero della società contemporanea.

3. “Carlo Levi. Viaggio in Italia, luoghi e volti” alla GAM

Nel 2022 si celebrano i centoventi anni dalla nascita di Carlo Levi, tra i più significativi narratori del Novecento. Per l’occasione la GAM di Torino ha deciso di dedicargli una mostra (in programma fino all’8 maggio) che si inserisce all’interno di un più ampio progetto di incontri e approfondimenti, per riscoprirne la figura poliedrica di pittore, scrittore, intellettuale e giornalista torinese.

Inaugurazione della mostra “Carlo Levi © ANSA, Alessandro Di Marco

Tutta la vita è lontano” è infatti un progetto integrato e multidisciplinare a cura della Fondazione Circolo dei lettori con GAM, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e il Museo Nazionale del Cinema di Torino, che attraverso pittura, letteratura, musica, fotografia e cinema raccontano la complessità di un uomo straordinario. Alla GAM, 30 opere realizzate da Carlo Levi tra il 1923 e il 1973 restituiscono agli spettatori la geografia complessiva dell’esistenza dell’artista, tra nord e sud Italia. Tra ritratti, paesaggi naturali e vedute urbane, si passa da una pittura fortemente oggettiva a una scelta più espressionista e infine, nelle opere del secondo dopoguerra, a un moderno realismo.

4. La mostra sul “Re del terrore”: Diabolik alla Mole

Il Museo del Cinema di Torino celebra il “Re del terrore” inventato dalle sorelle Giussani nei sessant’anni dalla loro creazione. Non ci sono solo fumetti alla Mole: il percorso espositivo ripercorre la storia del ladro passando anche per film, oggetti iconici e di design, opere d’arte, fotografie dell’Archivio Storico Publifoto, articoli di cronaca nera degli anni Sessanta e tavole della casa editrice Astorina. 

© Museo del Cinema di Torino

L’universo cinematografico e più classico di Diabolik si integra a pieno con le nuove tecnologie tremite il videomapping sulla Mole e l’utilizzo della realtà virtuale. Grazie a un esclusivo contenuto in VR sarà infatti possibile immergersi completamente nell’atmosfera del film, per scoprire il misterioso covo del ladro.

Diabolik e tutta la sua travolgente oscurità vi aspettano al piano d’accoglienza della Mole Antonelliana, con una mostra prevista inizialmente fino a metà febbraio, poi prolungata fino al 15 maggio.

5. “Oltre il Giardino. L’abbecedario di Paolo Pejrone” al Castello di Miradolo

A una mezz’ora d’auto da Torino, a San Secondo di Pinerolo, il Castello di Miradolo accoglie i visitatori in un’atmosfera d’altri tempi.

© Green Planner Magazine

L’idea dell’ “abbecedario” della Fondazione Cosso nasce da un anno di incontri, interviste e riflessioni con l’architetto Paolo Pejrone, che il 7 giugno scorso ha compiuto 80 anni e che in oltre 50 anni di carriera ha progettato più di 800 giardini. L’imponente progetto espositivo, immaginato come un cammino ideale lungo un anno, è distribuito nelle quindici sale storiche del Castello e nei sei ettari del parco all’inglese che lo circondano.

Per l’occasione è stato inaugurato anche l’Orto del Castello, disegnato e progettato in esclusiva dall’architetto in quello che lui stesso ha definito un “lavoro di archeologia contadina”, di rinascita dell’anima rustica del Castello.

L’intera mostra, in programma fino al 15 maggio 2022, si sviluppa attorno al concetto di abbecedario: un “ABC” del giardino, in rigoroso dis-ordine alfabetico, secondo le parole e i pensieri dell’architetto. E così abbiamo alcuni esempi come la A di anarchia e di alberi, accanto alla T di tempo, alla P di pazienza, poi ancora la S di sogno, la C di calma, e ovviamente la O di orto. Il percorso espositivo cambia al variare delle stagioni e, esattamente come un giardino, accompagna il trascorrere del tempo, mutando prospettive e colori. Le opere provenienti per la maggior parte da collezioni private sono di vario tipo: serigrafia, tipografia, frottage, collage, pittura, scultura… E costruiscono un dialogo immaginario con le parole di Paolo Pejrone. L’esposizione è poi completata da un’installazione sonora appositamente dedicata, a cura del progetto artistico Avant-dernière pensée.

Oltre alla mostra, c’è anche la possibilità di seguire una visita guidata in cuffia nel Parco storico del Castello: quattro itinerari di passeggiata, diversi per ogni periodo dell’anno, alla scoperta delle bellezze del parco e del mutare della natura. Inoltre, nelle sale e nel Parco, parallelamente al progetto espositivo tout court, si sviluppa come di consueto “Da un metro in giù”, un percorso didattico pensato per i visitatori di tutte le età per imparare, giocando, a osservare la realtà che ci circonda.

E voi, avete già visitato o visiterete qualcuna di queste esposizioni? Ne avete altre da consigliare? Fatecelo sapere!

Rebecca Boazzo

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