Giornata Mondiale della Voce 2022: ottava edizione

Il 28 aprile, in occasione della Giornata Mondiale della voce, il Laboratorio di fonetica sperimentale Arturo Genre ha organizzato all’interno del CLA a Palazzo Nuovo una serie di incontri con vari professionisti della voce attraverso i quali si sono esplorate le diverse sfaccettature, caratteristiche e potenzialità del tratto più distintivo dell’essere umano: la voce.

La Giornata Mondiale della Voce, o World Voice Day, nasce per la prima volta in Brasile nel 1999 con l’obiettivo di promuovere la cura e il benessere della voce.

Durante questa giornata sono intervenute diverse figure di professionisti qualificati sul tema: logopedisti, attori professionisti, cantanti, e ognuno di essi ha portato un contributo fondamentale che ha reso l’evento unico per la varietà e ampiezza di ambiti che si è andati a ricoprire.

A partire da un punto di partenza comune, la celebrazione della voce e della sua importanza come uno degli strumenti relazionali principali, si sono affrontate diverse questioni di tipo sociale, artistico e sanitario riguardanti diversi ambiti di azione e soprattutto includendo nella conversazione diverse sensibilità e aspetti che nel dibattito generale sulle questioni di salute e di identità rimangono spesso al margine: un esempio di quest’inclusività è dato dagli interventi di Dario Strangis, che si è concentrato sugli stereotipi e pregiudizi attorno alle balbuzie, e di Fiammetta Fanari, una vocologa che si occupa di accompagnare le donne transgender nel difficile percorso di riappropriazione della voce. Durante l’intervento della professoressa Fanari sono stati presentati i concetti di ruolo e identità di genere e di disforia di genere, punti di partenza importanti per comprendere al meglio il difficoltoso iter diagnostico e legale che le persone trans devono affrontare: molto importante è il ruolo del logopedista all’interno di questo percorso, essendo spesso il primo filtro per la presa in carico della transizione vocale e comunicativa, trovandosi a ricoprire il delicato ruolo di micro-counselor. Il logopedista ha il compito di rassicurare la persona che intraprende il percorso, di integrare i sentimenti del paziente con nuove strategie comunicative e di accettare le modalità comunicative che già possiede, in modo da non forzare la persona trans all’interno di canoni di comunicazione prestabiliti secondo un concetto di genere schematico e rigido, ma di assecondare e aiutare ad esprimere la propria voce nella sua unicità e all’interno di un quadro in cui il genere è caratterizzato da una maggiore fluidità.

Durante la giornata c’è stato anche un intermezzo musicale in cui Giulia Impache ci ha regalato un viaggio attraverso diversi generi musicali le cui peculiarità e punti di incontro e di mescolanza hanno trovato espressione con l’impiego della sola voce: una dimostrazione pratica della capacità della voce di spaziare tra i generi senza il sostegno di uno strumento musicale, oltre alla possibilità di distruzione del genere vocale e musicale attraverso un percorso di sperimentazione artistica radicale.

Dopo l’intermezzo musicale è intervenuto il professor Massimo Spadola Bisetti, esperto nel campo della vocologia lavorativa, per parlare della tutela della voce nel contesto lavorativo, portando alcuni dati che sottolineano la prevalenza di disturbi della voce nei cosiddetti professionisti della voce, elencando i fattori di rischio della voce in ambito lavorativo e ponendo in evidenza la mancanza di aspetti normativi di base che tutelino adeguatamente la voce professionale e le diverse tipologie di prevenzione che è possibile adottare.

Dopo l’intervento del prof. Bisetti è intervenuto l’attore e doppiatore Max Giardini, che ha parlato del concetto di artigiano attore attraverso la rievocazione di alcuni momenti chiave della sua carriera artistica. Il concetto di attore artigiano consiste nella figura dell’attore che fa un lavoro a partire da sé stesso, non applicando un metodo ma lavorando su di sé per capire come arginare i propri limiti trasformandoli in punti di forza. Caratteristica fondamentale dell’attore artigiano per Giardini è la multidisciplinarietà, ovvero la capacità di usare la vocalità in modi diversi, adattandosi al contesto, al personaggio e al medium utilizzato (cinema, televisione, teatro). Giardini critica la tendenza odierna ad imitare la voce, invece di conservare e potenziarne l’unicità, punto toccato anche nell’intervento di Alice Piano, attrice, che ha parlato della necessità dell’attore di essere consapevole della propria voce e del contesto esterno in cui la si adotta, in modo da aumentarne il potenziale comunicativo.

Di preservare l’unicità delle diverse vocalità ha parlato anche l’intervento del prof. Diego Cossu, foniatra, che nel suo intervento ci ha presentato le peculiarità della voce infantile e le ragioni per cui, in virtù di queste particolarità, essa necessiti di essere sottoposta a particolari tutele e attenzioni, per fare in modo di evitare danni irreversibili alle corde vocali che comprometterebbero in maniera importante la voce del bimbo. Importante considerare il canto principalmente come un momento di gioco e di espressione infantile, un elemento importante per la crescita del bambino, evitando in tutti i modi il fattore performativo che sacrifica l’unicità della voce infantile con tentativi di uniformarla al canone della voce adulta.

La giornata si è chiusa su una nota poetica con l’intervento finale di Valentina Colonna, poetessa, pianista e ricercatrice, che ci ha offerto una lettura ad alta voce accompagnata dal suono della chitarra, di alcuni testi tratti dal suo ultimo libro, Stanze di città e altri viaggi, e alcuni brani esclusivi tratti dal suo testo inedito. La musicalità che caratterizza i suoi testi rendono evidente il grande valore che la voce ricopre anche in poesia, in quanto veicolo di valori di scambio e di comunicazione che rende esplicito il carattere dialogico della poesia, in quanto creatura che, come detto da Colonna stessa, nasce nel silenzio e nell’infrangere il silenzio con il suo ritmo specifico richiede un interlocutore con cui parlare e che la sappia ascoltare.

L’elemento che ha unito tutti questi interventi che si caratterizzano per la loro grande varietà e ricchezza e che è alla base del World Voice Day è l’importanza di preservare il benessere della propria voce ma soprattutto la sua unicità e il suo valore di strumento relazionale che ci permette di comunicare tra di noi: il valore collettivo e individuale della voce, ovvero l’importanza di saper utilizzare la nostra voce per comunicare con gli altri in maniera corretta e per esprimere la nostra individualità all’interno della dimensione collettiva.

Sofia Racco

Immagine in evidenza: Photo by Jason Rosewell on Unsplash

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