Recensioni estive: “Non si può più dire niente?”

Non si può più dire niente”. Tante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase, ripetuta sulle più importanti pagine della stampa nazionale o nei programmi in prima serata sui canali più seguiti della televisione italiana.

Ma è proprio vero che non si può più dire niente?

Il libro

Cosa c’è di interessante in questa discussione linguistica rispetto al tema del politicamente corretto di cui si dibatte? L’aspetto politico, appunto. L’idea, figlia di una riflessione linguistica democratica, che qualificare ed estendere la consapevolezza dei parlanti possa essere veicolo di emancipazione sociale.”

Christian Raimo, Un caso esemplare di discriminazione, in “Non si può più dire niente?“, p. 138.

Non si può più dire niente? è un libro prodotto dalla casa editrice UTET che mette insieme le tesi di 14 scrittori, saggisti, giornalisti e professionisti in diversi campi, che si trovano a discutere intorno al tema del politicamente corretto e della cancel culture. In realtà i 14 saggi non parlano tra loro in quanto gli autori vi hanno lavorato separatamente, presentando ognuno una personale prospettiva sulla materia e affrontando la tematica generale dal proprio specifico punto di osservazione. I saggi sono poi ordinati seguendo l’ordine alfabetico degli autori, e non secondo il loro posizionamento all’interno del dibattito, per non polarizzare il discorso e non condizionare il lettore, facilitando invece una riflessione personale sul tema. 

Il libro non offre una risposta univoca e scontata al quesito che gli dà il titolo, bensì 14 possibili spunti di riflessione, tutti diversi tra loro, che sarà il lettore a dover mettere insieme e filtrare secondo la propria sensibilità. I saggi sono scritti da Matteo Bordone, Elisa Cuter, Federica D’Alessio, Giulio D’Antona, Federico Faloppa, Liv Ferracchiati, Vera Gheno, Jennifer Guerra, Christian Raimo, Daniele Rielli, Cinzia Sciuto, Neelam Srivastava, Laura Tonini e Raffaele Alberto Ventura.

I capitoli del libro scompongono il grande tema in analisi in 14 angolazioni diverse ed è sempre necessario per il lettore tenere bene a mente il filo rosso che le tiene legate. Femminismo, comicità, social, politica, linguaggio, inclusività, razzismo, storia, televisione, nuove piattaforme di intrattenimento: sono solo alcuni degli ambiti della nostra vita sociale che rientrano all’interno dei cambiamenti sociali, culturali e linguistici in atto nella nostra epoca o, come direbbe qualcuno, che sono stretti nella morsa della dittatura del politicamente corretto.

Su una cosa gli autori del libro sono d’accordo: il linguaggio è parte fondamentale della nostra società perché ci permette di descrivere e influenzare la realtà, a seconda di come lo utilizziamo. Allo stesso tempo i cambiamenti che cerchiamo di raccontare sono effettivamente in atto, anche a livello sociale e culturale e non solo linguistico: attraverso le parole, però, possiamo legittimare e orientare questi fenomeni, che non possiamo più permetterci di ignorare.

Una lettura da ombrellone?

Non si può più dire niente? può essere una lettura da ombrellone se si cercano degli spunti per continuare a riflettere sull’attualità, anche in vacanza. Nonostante i temi trattati siano molto complessi (e serva una certa dose di concentrazione per comprenderli fino in fondo) il libro risulta comunque molto scorrevole in quanto i saggi presentati sono brevi – circa 15 pagine l’uno – e accattivanti. Ogni scrittore presenta poi il tema dal proprio punto di vista e seguendo il proprio stile, così da rendere molto varia e vivace la lettura.

Marta Fornacini

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