Grace Kelly, Principessa dello stile

Freddo lo sguardo, amorevole il suo animo: Hitchcock interpretò questo commiato con lo storico ossimoro “Ghiaccio Bollente”, per definire la tempra dell’intramontabile Grace Kelly.

A quarant’anni dal suo decesso, viene tutt’ora commemorata e celebrata come una delle dee troneggianti del pantheon dello stile, insieme a poche altre figure imperiture. Con Audrey Hepburn, Marilyn Monroe e Jacqueline Kennedy, la Principessa di Monaco continua a portare, nell’immaginario collettivo, la corona ultraterrena della grazia perenne. La ricordiamo nel seguente articolo come indiscussa musa ispiratrice, nel mondo del cinema e, specialmente, della moda.

VITA “REGALE”

E’ un sogno spesso condiviso dal parterre femminile quello di vivere in una fiaba e di diventare principessa e Grace Kelly ci riuscì. Dopo, infatti, aver trascorso l’infanzia a Philadelphia, città della Pennsylvania in cui nacque il 12 novembre 1929, si innamorò del mondo cinematografico, probabilmente in seguito all’influenza esercitata dallo zio paterno, commediografo e riscossore di un Premio Pulitzer. Tale passione si evolvette in un percorso pratico di studi all’interno dell’Accademia d’arte drammatica presso la Grande Mela. Fu un percorso difficile, reso maggiormente intricato dalle continue opposizioni dei genitori, da sempre contrari a tale volontà. Il talento, tuttavia, non tardò ad affiorare sulle acque di New York, che la vide debuttare con il dramma “Il padre” di August Stindberg sul palcoscenico del Broadway Theatre. Fu un debutto promettente, dal quale la luce di quella stella, particolarmente brillante, iniziò ad illuminare un futuro ancora più florido.

Nel 1951 iniziò il percorso dietro le cineprese con la pellicola “14esima ora” del regista Henry Hathaway. Il vero apice del successo, però, venne conquistato grazie alla collaborazione con il maestro Alfred Hitchcock, cinico, molto sicuro di sé ed indubbiamente incantato dal “savoir-faire” che Grace dimostrava dietro l’obiettivo.

"Non ti allontanare mai troppo dal centro dell'inquadratura"
A. Hitchcock a Grace Kelly, durante le loro riprese

Nel cinema, i due si rapportarono dapprima con “Il delitto perfetto” e “La finestra sul cortile”, entrambi risalenti al 1954. Un anno dopo, seguì “Caccia al ladro”, girato in Francia, dove la donna conobbe colui che sarebbe diventato suo marito: il Principe di Monaco.

UN AMORE DA FIABA?

Dapprincipio, il Principe Ranieri non fu interessato alla grazia ed all’indiscutibile bellezza di Grace Kelly. Egli era fidanzato con l’attrice Gisèle Pascal, la quale si era rivelata infertile, un dilemma che avrebbe attentato all’evoluzione della casata Ranieri ed al suo controllo sul Principato. Per questo motivo, il reale scelse l’attrice statunitense, indicata per la sentita fede cattolica, sviluppata nella famiglia sin dalla nascita e per la fertilità che la denotavano.

Il matrimonio avvenne poco dopo il loro incontro, il 19 aprile 1956. Fu una cerimonia fastosa, alla quale accorsero personalità dall’elevato calibro, tra cui la Principessa Diana, ma anche Cary Grant ed Ava Gardner.

Tutto il mondo sognava la vita di Grace Kelly che, da quel momento, lasciò il cinema a favore della beneficienza e della cura dei suoi tre figli, Carolina, Alberto e Stéphanie. Quell’unione non fu dettata da questioni d’innamoramento, ma l’amore che ne conseguì, per l’umanità e per la prole, fu immenso, o almeno così parve.

L’INCANTESIMO SI SPEZZA

Tra il 13 ed il 14 settembre del 1982, la Principessa si trovava sulla strada da Monaco a La Turbie quando, dopo aver perso il controllo nei pressi di un tornante, la macchina esce di strada e cade lungo il pendio, per qualche metro. In quel momento, sulla macchina era presente, oltre a Grace, gravemente fratturata con plurime emorragie interne, anche la diciassettenne Stéphanie, che si salvò. La mamma, invece, non sopravvisse e lasciò quella favola che tutti sognavano in mano alla cruda realtà che solo la morte riporta in vita.

VITA IMPERITURA ATTRAVERSO LA MODA

Se, biograficamente parlando, Grace Kelly morì il 14 settembre di quarant’anni fa, possiamo tuttavia considerarla ancora in vita per il contributo che dette alla moda.

Naturalmente incline allo stile, le perle non mancavano mai tra i suoi gioielli, mentre il guardaroba della Principessa di Monaco strabordava di abiti segnati in vita e lunghe gonne svasate. I suoi outfits segnarono la moda degli Anni ’50 e sopravvivono ancora oggi in molte donne notorie dello star system (e non solo) che si sono divertite a reinterpretarli in chiave moderna.

Helen Rose, costumista hollywoodiana, disegnò l’abito per il matrimonio da favola, implicando il lavoro di circa 37 sarte che, con ago e filo, crearono un abito imperituro, ricco di pizzo. Con Rose, Grace Kelly aveva precedentemente collaborato nel contesto cinematografico, proprio come accadde anche con Edith Head, che disegnò il memorabile abito verde pastello indossato ne’ “La finestra sul cortile”.

Grace Kelly allacciò, inoltre, rapporti intensi con le più note griffes francesi, tra cui Dior ed Hermès.

Con Christian Dior strinse, in particolare, un forte legame che indusse la casa di moda a dedicare un’intera mostra all’attrice, dal titolo “Grace of Monaco: Princess in Dior”, svoltasi nel museo Dior a Granville nel 2019.

Hermès, invece, omaggia tuttora la Principessa con la linea di borse “Kelly”, un modello lanciato nel 1935 dall’epigono del brand. Si trattava di una borsa stringata a forma trapezoidale, la cui fama proviene dalla foto che la vede legata a Grace Kelly, potenzialmente incinta di uno dei suoi figli. Dalla fine degli Anni ’50, quell’accessorio fu acquistato da migliaia di donne ed è in commercio ancora adesso, in numerose varianti.

Qualità, eleganza e raffinatezza sopra tutto: se Grace Kelly non si definiva snob, come ella stessa affermò, indubbiamente la si può definire regina dello stile.

Crediti immagini:

Abito da matrimonio disegnato da Helen Rose per Grace Kelly

Grace Kelly in “Caccia al ladro”

Grace e la passione per la moda

Grace in stile marinaresco

Perle per Grace

Riprese di “Caccia al ladro”

Alessia Congiu

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