Il latino con i poteri magici

Nella letteratura latina, l’elemento magico intraprende due differenti direzioni, con particolari esiti stilistici e tematici. Da una parte, vi è un filone letterario di opere minori che descrive fenomeni prodigiosi, che possono essere propizi oppure nefasti (anche se, nella maggior parte dei casi, sono funesti): eclissi solari o lunari, eventi astronomici o metereologici pericolosi come il passaggio di una cometa o la pioggia di pietre (che altro non è che la grandine) o ancora fatti strani come il parto di una mula. Sono tutti elementi che annunciano una disgrazia imminente.

Tusculi terra pluit. Mula Reate peperit.

A Tuscolo piovve terra. A Rieti una mula partorì.

Giulio Ossequente, Prodigi, I, 4-5

Dall’altra parte, però, la magia è utile in ambito amoroso, quando cioè l’innamorato colpito da pazzia ricorre a un filtro per conquistare la persona amata o per vendicarsi nei confronti di chi lo ha tradito o abbandonato.

Tibullo e Properzio, poeti schiavi d’amore

Quando nella vita di un poeta a comandare è una domina, cioè una donna padrona del servitium amoris (la “schiavitù d’amore”), non possono mancare allusioni a specifiche pratiche magiche. Le streghe ammaliatrici cantate dai poeti elegiaci Tibullo e Properzio si servono, infatti, di pozioni d’amore, i cui ingredienti sono erbe velenose, ossa tritate o parti di cadaveri, affinché il loro amato cada vittima del sortilegio.

Le Metamorfosi di Ovidio

Indubbiamente l’opera più nota di Ovidio, le Metamorfosi sono un poema epico-mitologico che racchiude in sé un’infinità di miti della tradizione classica. L’elemento che funge da collante è, appunto, la metamorfosi, ovvero la trasformazione incessante e inevitabile, in quanto legge dell’universo. Tale evento colpisce, però, anche gli dei e gli uomini. Quindi, si potrebbe dire che in un certo qual senso la magia aleggia per tutto il componimento.

Tuttavia, ricercando una figura di maga, spicca l’episodio e il modo in cui Esone, padre dell’eroe Giasone, riesce a ringiovanire. Addolorato per le condizioni del padre, Giasone vorrebbe sottrargli alcuni anni di vecchiaia per sommarli ai propri e restituirgli così un po’ di vigore. Allora, chiede aiuto alla moglie Medea, la quale però rifiuta perché impossibilitata dalle leggi di natura. In ogni caso, questa si adopera perché Esone riesca comunque a ringiovanire.

La Medea di Seneca

Nella tragedia senecana, l’autore illustra con uno stile a tinte fosche la figura della maga Medea, incarnazione del male perché assassina. Ha, infatti, ucciso i propri figli per vendicarsi del marito fedifrago, Giasone, e, perciò, anche qui non possono non esserci veleni preparati con ingredienti orridi e macabri.

La maga Eritto di Lucano

Celeberrimo è l’episodio di necromanzia tratto dal De bello civile di Lucano. In Tessaglia, terra greca di streghe e magia, Eritto predice a Pompeo l’esito della battaglia di Farsalo riportando in vita il cadavere di un soldato. Orrendamente magra e pallida, Eritto viene descritta mentre vaga di notte alla ricerca di ingredienti e mentre tenta di catturare un fulmine per eseguire il sortilegio.

(…) Tunc Thessala nudis

egredietur bustis nocturnaque fulmina captat.

(…) Allora la tessala

esce dalle nude tombe e cattura i fulmini notturni.

Lucano, De bello civile o Farsalia, VI, 519-520

Lupi mannari nel Satyricon di Petronio

Nicerote, servo di Trimalchione, racconta durante la famosa cena Trimalchionis un aneddoto piuttosto particolare di cui è stato testimone. Volendo raggiungere la sua amata, chiede a un soldato – che fin da subito appare misterioso, se non lugubre – di accompagnarlo, ma, durante una tappa in un cimitero, questi all’improvviso si spoglia dei propri vestiti, si trasforma in lupo e inizia a vagare per la foresta. Inutile dire che il povero servo è quasi morto dalla paura.

(…) et subito lupus factus est.

(…) e subito si trasformò in lupo.

Petronio, Satyricon, LXII, 6

Le Metamorfosi e il De magia di Apuleio

Il romanzo Le Metamorfosi di Apuleio narra le peripezie di un certo Lucio, che, ospite di un mercante tessalo, per colpa della sua curiosità, viene trasformato in un asino. Dopo aver visto Panfile, moglie del mercante, trasformarsi in gufo, anch’egli vuole assolutamente mutare forma, ma qualcosa evidentemente va storto.

Il tema della magia doveva essere particolarmente caro ad Apuleio, tanto caro da essere costretto a scrivere il Pro se de magia liber o Apologia, un’orazione di difesa in seguito all’accusa di praticare la magia nera. Sposatosi con Pudentilla, madre del suo amico Pudente, Apuleio è accusato di aver stregato la donna, convincendola prima a sposarlo e, poi, a cedergli la sua ricca dote, escludendo dall’asse ereditario i suoi parenti. In realtà, Apuleio esercita la magia bianca, quella utile allo spirito, che si affianca alla filosofia e alla conoscenza.

«Dentes splendidas»: ignosce munditiis. «Specula inspicis»: debet philosophus.

«Ti lavi i denti»: perdona l’igiene. «Studi gli specchi»: un filosofo deve farlo.

Apuleio, Pro se de magia liber, CIII

Nicola Gautero

Crediti immagine: Medea, dipinto di Frederick Sandys (wikimedia commons)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...