Dal teatro al Paradiso delle Signore: Elia Tedesco si racconta

È da un po’ di tempo che non ci vediamo. Lo ritrovo con i baffetti e un hairstyle anni ‘60, il suo look per girare Il Paradiso delle Signore, dopo averlo visto recitare per settimane in tv nella mia fiction preferita. Ho avuto l’occasione di incontrare nuovamente Elia Tedesco, che molti di voi conosceranno come “Vito Lamantia”, alla nuova sede del liceo Germana Erba, scuola che entrambi conosciamo molto bene e che ha rappresentato per lui l’inizio di un sogno, che oggi è il suo lavoro: la recitazione. Contemporaneamente agli studi universitari (il che ci accomuna, siamo entrambi laureati in lingue) decide infatti di iscriversi al corso professionale per attori e jazz musical del liceo Germana Erba, entra poi nella compagnia di Torino Spettacoli, con la quale lavora tutt’oggi, e inizia a insegnare nel suo vecchio liceo. Dopo tanti momenti sul palco, spot televisivi, apparizioni in fiction (potreste ricordarvelo in una puntata di Cuori), in mini serie (“5 minuti prima” su Raiplay) e al cinema (nella trilogia Sul più bello, Ancora più bello e Sempre più bello), arriva il primo grande prodotto televisivo in cui partecipa con un ruolo importante: Il Paradiso delle Signore… E non è finita qui, questo è solo l’inizio.

Ecco a voi l’intervista di The Password a questo ragazzo appassionato e tenace che non si è lasciato abbattere dai “no” ricevuti e che, dividendosi tra Roma in settimana e Torino nel weekend, riesce a vivere il suo sogno tra televisione e teatro.
P.s: nell’ultima domanda & risposta potrebbero esserci degli spoiler!

Sei sempre molto presente in teatro. Attualmente, in quali spettacoli sei e su che cosa stai lavorando a livello teatrale?

In questo momento sono qui al Liceo Germana Erba per le prove del Piccolo Principe, stiamo preparando questo spettacolo che i ragazzi faranno il 26 dicembre al teatro Alfieri di Torino, per Santo Stefano. Abbiamo appena finito di andare in scena con il giallo di Agatha Christie L’ospite inatteso al teatro Alfieri, saremo di nuovo in scena con questo spettacolo al teatro Erba e abbiamo anche fatto al teatro Gioiello Caffè nero per Poirot. Insomma, ogni weekend c’è qualcosa di diverso. Non abbandonerei mai il teatro, perché mi dà l’ossigeno per poi affrontare la televisione e viceversa, quindi spero di fare teatro tutta la vita. Avremo poi Il fidanzato di tutte al teatro Erba, durante la pausa dalle riprese de Il Paradiso delle Signore.

Qual è il ricordo teatrale che hai più nel cuore e perché?

Il primo è sicuramente la figura del servo astuto di Plauto, che tocca tanti spettacoli perché di commedie plautine ne abbiamo fatte circa dieci. Con la figura di Plauto ci sono cresciuto: da quando sono arrivato qua (al Liceo Germana Erba, ndr) il mio primo spettacolo è stato uno di Plauto. Un altro ruolo che mi dà gioia e nostalgia, perché è bellissimo, è un personaggio di Caffè nero per Poirot che ho costruito a tavolino insieme a Gian Mesturino, Piero Nuti e Girolamo Angione, inventando delle entrate e delle uscite surreali e molto comiche che hanno dato spazio alla mia creatività, al mio estro e alla surrealtà del momento, essendo un personaggio surreale. Ci sono molto affezionato.

Da poco ti abbiamo visto entrare nella grande famiglia del Paradiso, com’è stato passare dalla recitazione teatrale a quella televisiva?

È un passaggio che fortunatamente ho avuto gradualmente perché già con gli spot e il cinema ho capito che è diverso dietro la telecamera. All’inizio ai provini mi dicevano che parlavo troppo bene per via della mia dizione, ho dovuto poi capire come muovermi, perché è un passaggio ovviamente diverso. Si parla sempre dello stesso argomento, stiamo recitando, però tecnicamente è come se dovessi schiacciare due tasti differenti. A teatro è tutto di più, bisogna farsi sentire fino all’ultima fila; dietro la telecamera è tutto un gradino sotto, si deve tenere conto di altri fattori tecnici, per esempio la voce. La naturalezza anche a teatro abbiamo sempre cercato di portarla, a maggior ragione al Paradiso delle Signore bisogna essere sempre naturali, chiari, diretti, come fosse nel quotidiano. La difficoltà è stata quindi trovare il giusto canale, ma anche inserirsi in una realtà già esistente da tanti anni, un gruppo già formato.

Fonte: SpettacoloMusicaSport.com

Come sei stato accolto nella grande famiglia del Paradiso? Com’è il rapporto con i colleghi?

Sono stato accolto benissimo, loro coinvolgono molto, e questo mi ha aiutato. Poi lì siamo tutti insieme, si mangia insieme, si parla, ci si vede anche fuori dal set. Si condividono quasi tutti i giorni essendo un prodotto daily, quindi è una fortuna trovare persone con cui puoi parlare tranquillamente, che ti fanno far parte del gruppo più facilmente. All’inizio mi sentivo un po’ spaesato però i miei colleghi mi hanno parlato e fatto sentire accolto sin dal primo giorno.

Come sono andati il casting e la selezione?

In realtà è stato tutto velocissimo: questa primavera sono entrato in un’agenzia importante di Roma, dopo pochi giorni mi hanno chiesto se avevo mai fatto Il Paradiso delle Signore, io ho risposto di no e che mi sarebbe piaciuto farlo. Così mi hanno mandato il provino self tape per Vito Lamantia, l’ho letto e questo personaggio mi piaceva un sacco, lo sentivo già mio. Ho girato poi il self tape da inviare, mi sono impegnato tantissimo, è accaduto dopo essere andato in scena con L’ospite inatteso, avevo finito alle 4:30 di notte, non me lo dimenticherò mai. L’ho poi mandato e dopo una settimana/dieci giorni il regista mi voleva vedere a Roma. Sono andato a Roma, ho fatto il provino con il regista e anche con l’attrice Chiara Russo (Maria, ndr), poi ho aspettato un’altra settimana circa e mi hanno detto che ero stato preso. Era andato bene, però avevo visto anche altri attori molto bravi.

Cosa avete in comune tu e il personaggio che interpreti, Vito Lamantia?

L’educazione e la gentilezza, sicuramente. La sua è molto più composta, ma per quanto riguarda l’epoca. Lui ha due sfaccettature: una è come parla e come si comporta con i colleghi, con il mondo esterno, e una è come si rapporta con Maria, con l’amore. In questo caso all’inizio è un po’ timido. Un altro punto in comune è la determinazione: è testardo, è determinato ad ottenere ciò che vuole. È molto gentile nei modi, è uno che si trova poi subito nel gruppo, ha capito già il meccanismo all’interno del Paradiso, che è un po’ come una grande famiglia in cui ci si aiuta a vicenda. È un personaggio positivo, anche se all’inizio è un po’ misterioso. Mi sono innamorato di questo personaggio da quando l’ho letto, mi ricorda un po’ i miei parenti meridionali (alle spalle ho la triade Calabria, Campania, Sicilia).

Al posto di Vito, ti saresti comportato come lui corteggiando così a lungo Maria o saresti stato più diretto chiedendole subito di uscire insieme?

Secondo me è una questione di cambio di società, perché negli anni ‘60 il corteggiamento era una fase veramente importante ed era lento. Non generalizzo, però per la maggior parte dei casi era così, almeno da quello che ho capito e che mi hanno raccontato i miei nonni. Lui comunque ci impiega veramente tanto per avvicinarsi a Maria, anche perché ci deve andare con i piedi di piombo siccome sa del passato di Maria, sa che ha avuto una storia importante finita male, sa che Maria in questo momento si vuole concentrare sul lavoro, deve essere quindi sicuro che il momento sia perfetto dato che l’ha sognato da una vita, è la sua occasione e deve giocarsela bene. Sicuramente da Vito apprezzo questo corteggiamento, il viversi questa fase come un gioco, non affrettare le cose… è sicuramente qualcosa che imparo da lui. Quindi sì, mi piacerebbe fare come Vito, ma affrettando un pochino di più i tempi.

Ci puoi dare qualche anticipazione?

Questo corteggiamento sarà molto lento, però sempre più accattivante. Arriveranno poi anche dei problemi di gelosia e di orgoglio che destabilizzeranno un po’ la situazione. Non per forza riguardo ad un terzo personaggio, ma riguardo a delle situazioni traballanti che si creeranno e che faranno un po’ perdere la persistenza di Vito.

Grazie mille per questa intervista.

Grazie a voi per lo spazio dedicato.

Alessandra Picciariello

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