Piazza Statuto e il cuore nero di Torino

Guglia-Beccaria-2

Se pensavate di aver scoperto tutto di Piazza Statuto con lo scorso articolo sul monumento al traforo del Frejus, ora vi dovrete ricredere. Piazza Statuto vi aspetta con ancora mille e più dettagli tra l’esoterico e il, perché no, macabro.

Fin dalla fondazione di Torino come colonia romana, il sito dove ora sorge la Piazza ha ricoperto un ruolo particolare: da luogo di incontro tra il decumanus maximus – la via romana più antica di Torino, oggi meglio nota come Via Garibaldi – e la via verso le Gallie a ingresso della città  in epoca medievale. Da sempre considerata una zona “particolare”, quindi: luogo di crocifissioni e tumuli funebri, sede della ghigliottina quando anche in Italia andava di moda il “tagliatele la testa!” e dell’incendio del cinema “Statuto”. Senza dimenticare la predilezione dei torinesi nel corso della storia per questa piazza per le loro manifestazioni, tra cui quelle dei primi movimenti operai e quella scoppiata in seguito alla notizia di Firenze nuova capitale del Regno d’Italia al posto della sabauda Torino.

Al di là, però, di tutte le particolari coincidenze storiche tra il violento e il macabro delle quali Piazza Statuto è stata il palcoscenico designato. Quello per il traforo del Frejus non è l’unico monumento della Piazza. Guardando alle spalle del sedicente angelo caduto, esiste un piccolo spiazzo tra gli alberi con un obelisco in centro: è la guglia Beccaria, il cuore nero di Torino.

L’obelisco, sulla cui cima vi è un astrolabio, prende il nome dal geofisico e matematico Giovanni Battista Beccaria, che calcolò il gradus tautinensis, il punto geodetico su cui sorgono l’obelisco e il suo gemello a Rivoli. La precisione di tale calcolo è piuttosto fedele: l’obelisco si trova ad appena 30” di scarto dal 45° parallelo Nord che passa per Torino. L’obelisco fu eseguito nel 1808, ventisette anni dopo la morte di Beccaria, da Lorenzo Lombardi, per poi essere lasciato in balia delle vegetazione ed essere riscoperto per ordine del generale francese Sanson.

Ma perché è detto “cuore nero”? Ebbene, sembra che Torino sia uno dei vertici del triangolo della magia nera, insieme a Londra e San Francisco, e che tale vertice sia il punto esatto in cui sorge la guglia Beccaria. Curiosa coincidenza, dato che Piazza Statuto sarebbe anche uno dei luoghi in cui pare si trovino le tre Grotte Alchemiche, insieme a Piazza Castello e Palazzo Reale il quale sarebbe uno dei vertici del triangolo bianco della magia bianca, insieme a Praga e Lione, come abbiamo già precedentemente accennato.

Queste sono solo alcune delle storie in cui Torino è protagonista di vicende magiche, misteriose ed esoteriche, ed è possibile partecipare anche a dei tour turistici a tema.

Ma forse la vera magia di Piazza Statuto può essere vista solo da una non tanto ristretta élite: quella dei pendolari, tra cui figuriamo anche noi universitari. Perché chi meglio di loro può sapere com’è aspettare l’autobus in Piazza Statuto, appoggiati al Cuore Nero mentre si osserva il sole sorgere alle spalle di Lucifero?

Emilia Scarnera

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