La vagina non è un tabù – La contraccezione d’emergenza

Da pochi anni è possibile, per le donne maggiorenni, acquistare senza ricetta medica in farmacia Norlevo ed EllaOne, rispettivamente “la pillola del giorno dopo” e “la pillola dei cinque giorni dopo”. Per l’ultima è stato anche eliminato l’obbligo, prima vigente, di presentare un test di gravidanza negativo per procedere all’acquisto. Sono disponibili anche Escapelle e Stromalidan, simili a Norlevo in quanto a base di levonorgestrel.

Su queste pillole circolano tante leggende, e tanta disinformazione, vediamo allora più nel dettaglio di cosa si tratta.

Siamo nell’area della cosiddetta contraccezione d’emergenza, vale a dire che queste pillole – nonostante l’opinione corrente – non hanno effetto abortivo. Sappiamo come funziona il ciclo della donna: in un ciclo perfettamente regolare, l’ovulazione – ossia il rilascio dell’ovocita dall’ovaia – avviene il quattordicesimo giorno dall’ultima mestruazione. Questa non è una regola assoluta: specialmente nei cicli irregolari, l’ovulazione può avvenire in qualsiasi momento. Una volta rilasciato, l’ovocita sopravvive in media 24 h, mentre gli spermatozoi possono sopravvivere nel corpo della donna circa cinque giorni. Ne consegue che un rapporto sessuale non protetto può portare una gravidanza anche se avvenuto cinque giorni prima dell’ovulazione.

Queste pillole agiscono ritardando l’ovulazione, evitando in tal modo la fecondazione; inoltre rendono difficoltoso l’incontro tra ovocita e spermatozoi. Ne conseguono alcune cose:

  • la tempestività con cui viene assunta la pillola è decisiva. Si consiglia di assumere Norlevo entro 12 ore, e comunque non oltre le 72 ore (quindi più che di “pillola del giorno dopo” sarebbe più corretto parlare di pillola dei tre giorni dopo). EllaOne invece ha un termine un po’ più dilatato: sebbene sia da prendere il prima possibile, può riuscire a impedire la gravidanza fino a 120 ore dal rapporto a rischio (e secondo alcuni studi sembra in ogni caso essere più efficace).
  • nel caso in cui la fecondazione sia già avvenuta la pillola è inefficace, e può essere meno efficace nel caso in cui ci sia già stata l’ovulazione.
  • queste pillole non hanno una sicurezza assoluta. Nel caso di EllaOne, si stima che 2 donne su 100 svilupperanno una gravidanza nonostante l’assunzione della pillola.

Insomma, nonostante la loro natura emergenziale, si tratta comunque di contraccezione. Eppure non sono stati pochi i farmacisti che – dall’entrata in vigore della legge che ha eliminato l’obbligo di ricetta medica – si sono rifiutati di vendere una di queste pillole. Celebre è il caso di una donna che si è sentita insultare per la propria imprudenza sessuale e dire che “in questa farmacia non si vendono farmaci abortivi!”.

Alcuni farmacisti, in realtà, adducono al fatto che un effetto secondario di queste pillole sarebbe rendere l’utero inospitale per l’ovulo fecondato, e quindi avrebbero anche un’efficacia abortiva. È peraltro da dire che questo effetto indiretto è presente anche in contraccettivi regolari, come la famosa pillola anticoncezionale. Altri farmacisti adducono alla facilità con cui alcune donne, soprattutto giovani, fanno uso della contraccezione d’emergenza, che invece andrebbe usata solo di rado e in seguito al fallimento di un metodo contraccettivo.

In ogni caso, come per molte altre tematiche legate al sesso, in Italia (e non solo) c’è carenza di conoscenza e abbondanza di pregiudizi, è bene quindi premere per una maggiore informazione.

Qui un articolo sui metodi contraccettivi.

Qui come viene vissuto il sesso protetto in Italia.

Silvia Gemme