Macerie Prime di ZeroCalcare: un libro sul come si rischia di diventare stronzi

Dopo un anno e mezzo dall’uscita di Kobane Calling, il 14 novembre ZeroCalcare torna nelle librerie e fumetterie di tutta Italia con Macerie Prime e, avendo subito cominciato il tour di presentazione, ci torna anche fisicamente. In attesa della data torinese (che sarà il 30 novembre al Circolo dei Lettori), siamo andati a sentirlo a La Feltrinelli di Piazza Ravegnana a Bologna, dove ha fatto disegnetti e dediche per 13 ore consecutive, fermandosi solo per la chiacchierata delle 18, a cui abbiamo assistito anche noi di The Password.

Macerie Prime è un libro in due volumi: il primo volume lo trovate già in libreria, il secondo uscirà in primavera. Come mai? Perché, come nella vita dei lettori, anche nella vita dei personaggi che troviamo in questo volume saranno trascorsi sei mesi: si intitolerà appunto Macerie Prime – 6 mesi dopo. Sia Michele Rech (alias ZeroCalcare) sia la BAO Publishing temevano che, essendo solo la prima parte del lavoro completo, il libro non avesse grande successo. Previsione sbagliata: in magazzino sono rimaste solamente seimila copie delle centomila prodotte e, a nemmeno una settimana dalla pubblicazione, ci si prepara già alla prima ristampa.

Come nei libri precedenti, anche in questo primo volume i personaggi sono ispirati agli amici reali dell’autore: non necessariamente ogni personaggio è l’alias diretto di qualcuno, ma spesso si tratta di un miscuglio di diversi soggetti, come per il personaggio di Secco, che è nato dall’unione delle personalità di due amici di Michele.
Per creare coerentemente i personaggi di questo libro, Michele ha intervistato ognuno dei suoi amici: gli si è piazzato davanti con penna e taccuino e ha iniziato a porgli domande anche molto personali e intime, così da non mettere in bocca ai personaggi niente che i suoi amici non avessero effettivamente detto. Ma ciò non è bastato a far sì che Michele non tornasse fra le braccia della sua affezionata paranoia: dopo la pubblicazione molti hanno riconosciuto in un suo amico il personaggio di Deprecabile, ritenendola una rappresentazione molto negativa e, dice Michele, «questa cosa mi ha mandato in paranoia tantissimo, perché a me sembrava un ritratto super affettuoso. Ma ora che il mio amico a cui è ispirato Deprecabile ha espresso la sua approvazione al personaggio, sono sollevato».

C’è chi, come Paolo Di Paolo su La Stampa, ha definito Macerie Prime «la prima parte di un manuale a fumetti utile per i giovani, ma anche per i loro padri per non diventare stronzi, almeno non troppo». Secondo Zerocalcare, però, questa prima parte del libro racconta proprio di come si rischia di diventare stronzi. I personaggi del romanzo sono persone che si vogliono bene fra loro, ma che spesso «non se lo riescono nemmeno a dire da quanto sono tutti concentrati a cercare di salvare se stessi. È un libro di persone che entrano in crisi e in questa condizione la prima zavorra che eliminano è l’empatia verso il prossimo. Quindi in realtà io ci vedevo un libro su come le persone diventano stronze, ma son contento se Paolo di Paolo, che ha sempre detto cose molto carine su di me, ci ha visto qualcosa di contrario».

Molti altri giornalisti hanno, invece, definito Macerie Prime il libro che sancisce la rottura con i centri sociali, ma Michele Rech nega categoricamente questa chiave di lettura: «c’è stato un periodo in cui ho avuto problemi a gestire tutta una serie di accolli che mi arrivavano. So benissimo che chi ha a cuore una causa e la persegue senza alcun tornaconto, ma con generosità e forza di volontà, ha estrema difficoltà a far parlare di sé ed ottenere anche solo un trafiletto su un giornale; perciò da quando ho una grande attenzione da parte dei media e da quando – come con Kobane Calling – ho la possibilità di attirare l’attenzione su determinati argomenti scrivendoci un fumetto, è giusto e quasi doveroso che chi si batte per queste cause provi a contattarmi. Il problema è che, se inizio a sostenere ogni giorno una causa diversa, divento ridicolo io e diventa ridicola la causa stessa». Proprio con questo argomento si apre il primo volume di Macerie Prime, in cui troviamo uno Zerocalcare sommerso da una serie di accolli senza fine: ma ciò non vuole in alcun modo indicare una rottura con l’ambiente punk e i centri sociali in cui è cresciuto e in cui tuttora, quando riesce a trovare il tempo di frequentarli, si sente a casa e circondato da persone che gli vogliono bene.

È proprio all’interno della scena punk romana, che Michele Rech all’età di 17 anni sceglie di diventare straight edge, ossia uno di quei «punk bacchettoni che non assumono sostanze che creano dipendenza o alterano la coscienza». Quando un ragazzo del pubblico gli chiede il perché di questa sua scelta radicale, Zerocalcare risponde: «Mi piacerebbe dare una risposta drammatica, tipo “perché un’amica mi è morta di overdose tra le braccia”, ma in realtà il motivo è che volevo una felpa di un gruppo straigh edge e mi sembrava improprio portarla senza fare questo giuramento. Il mondo punk è fatto di eccessi, ero circondato da gente che pippava e si sfasciava, potevo diventare anche io così oppure diventare uno che beveva “giusto un dito” e questo sì che era da sfigato. Essere straight edge, invece, riusciva ad internare quella radicalità punk e a darmi un senso di appartenenza al gruppo molto forte. Il mondo punk non è altro che un coacervo di disagiati in cerca di appartenenza, è l’identità di tutti quelli che non riescono a trovarsi a loro agio nel resto del mondo».

Nonostante i grandi cambiamenti che «questa roba del fumetto» ha portato nella sua vita, Michele Rech è riuscito a rimanere fedele a se stesso, e forse è proprio questo ciò che piace tanto di lui e dei suoi libri: il fatto che continui ad essere umile e autentico, ossia pieno di paranoie e insicurezze come ognuno di noi.

Irene Rubino

 

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