Cosa posso fare io per i curdi siriani?

Nelle scorse settimane abbiamo assistito con rabbia e un senso di impotenza all’aggressione al popolo curdo da parte della Turchia di Erdogan. Il 9 ottobre, infatti, l’esercito turco ha iniziato una violenta offensiva alla Confederazione Democratica della Siria del Nord (Rojava) – il progetto politico di quegli stessi curdi che sono stati nostro principale alleato contro l’ISIS – di cui vi abbiamo parlato più approfonditamente qui. Il bilancio delle morti e dei ferimenti è pesante e si aggrava di ora in ora. Solo nei primi quattro giorni di bombardamento, nella città di Serêkaniyê sono morti 75 civili e feriti 450 e sembrano essere state utilizzate armi chimiche vietate (fonte: Mezzaluna Rossa Kurdistan). Nello stesso periodo più di 200.000 sono stati gli sfollati, diverse centinaia di ex miliziani dell’ISIS sono fuggiti dai campi e dalle prigioni, mentre le voci interne turche contrarie all’aggressione sono state incarcerate.

Fotografia di Mezzaluna Rossa Kurdistan

L’impressione di essere impotenti tuttavia non è del tutto rispondente al vero. L’Italia può fare molto su tre piani:

  • in quanto Stato e importantissimo partner commerciale della Turchia può prendere una posizione netta e coerente e fornire seri disincentivi al proseguimento della guerra;
  • in quanto Stato Membro dell’Unione Europea può elaborare una risposta comunitaria e interrompere l’accordo sulla gestione dei flussi migratori, da più voci criticato e principale arma di ricatto di Erdogan all’Europa;
  • in quanto membro della NATO può promuovere la chiusura dello spazio aereo sulla Siria del Nord e dell’Est, per evitare tragici bombardamenti.

Il ruolo dell’opinione pubblica nella determinazione delle politiche internazionali è tutt’altro che irrilevante: sono state proprio le mobilitazioni degli attivisti, la condivisione delle notizie e la grande rilevanza mediatica che hanno portato – come annunciato da Di Maio in Parlamento il 30 ottobre – a decidere per il ritiro dei militari impegnati nella missione NATO in Turchia Active Fence. Per cui alla domanda più che legittima che ognuno di noi si pone con riguardo a temi di tale portata – “cosa posso fare io?” – la risposta è: continuare a interessarsene, non lasciare che i riflettori si spengano. Abbiamo pensato quindi di indicarvi una serie di iniziative a sostegno del popolo curdo.

Innanzitutto la Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia Onlus ha aperto una campagna di crowdfunding a budget illimitato con cui finanziare i soccorsi per la grave emergenza umanitaria in atto. Ospedali e ambulanze, infatti, non solo devono gestire l’arrivo di feriti e di profughi, ma sono stati a loro volta coinvolti in attacchi e bombardamenti (secondo i report della Mezzaluna Rossa, l’ospedale di Serêkaniyê è stato colpito da bombardamenti diretti a metà ottobre). Ogni risorsa economica risulta dunque indispensabile.

Ad UniTo, a partire dal 6 novembre e fino alla seconda metà di dicembre, saranno tenuti con cadenza settimanale seminari con lo scopo di approfondire singoli aspetti della questione turco-curdo-siriana. I seminari saranno tenuti da docenti, avvocati, autori ed esperti.

Nel torinese e non, sono sempre presenti iniziative benefiche, proiezioni e presentazioni. Risulta inoltre importante partecipare a cortei e manifestazioni, organizzati a Torino come in tutta Italia, l’ultimo dei quali, di grandi dimensioni, a Roma il primo novembre.

Fotografia della manifestazione di Roma, 1 novembre, postata dalla pagina “Io sto con chi combatte l’ISIS”

Infine, allo stesso modo in cui, specie ultimamente, prestiamo attenzione che il nostro stile di vita non danneggi l’ambiente, è bene utilizzare la medesima cura affinché i prodotti che compriamo non arricchiscano direttamente Stati dittatoriali responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, quali la Turchia, in quanto in tutta probabilità andranno a finanziare crimini di guerra. Ed è altrettanto importante che anche le grandi aziende maturino la stessa etica: è previsto all’Oval Lingotto, il 26 e 27 novembre, l’Aerospace & Defence Meetings, sede di vendita e di trattativa internazionale, che è importante non diventi occasione per fornire ulteriori mezzi aerei alla Turchia.

In generale, per rimanere informati sulle notizie dalla Siria e sulle future iniziative, vi consigliamo di seguire pagine come Io sto con chi combatte l’ISIS e Rete Kurdistan Italia – di cui però dobbiamo segnalarvi il frequente oscuramento da parte di Facebook, pur essendo i relativi contenuti puramente informativi – nonché l’hashtag RiseUp4Rojava.

Silvia Gemme

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