Gallerie coperte di Torino: un salottino da scoprire

Oltre ai magnifici portici che hanno permesso ai nobili di non rinunciare alle passeggiate anche con il cattivo tempo, intorno al 1800 la nobiltà della città sabauda decise di avviare la costruzione delle gallerie coperte, prendendo spunto, per non dire copiando, i passages parigini. L’idea era quella di creare, oltre un luogo di passaggio al sicuro da caldo e pioggia, un luogo d’incontro, vista la presenza di caffè, negozi e sale cinematografiche, come se fossero dei predecessori degli attuali centri commerciali.

Le prime due gallerie ad essere progettate e costruite furono la Galleria Natta d’Alfiano e la Galleria Nazionale, rispettivamente nel 1856 e nel 1888. Entrambe queste gallerie sorgevano nei dintorni dell’attuale via Roma: la prima sorgeva dove attualmente si trova la Galleria Federico I e aveva una forma ad “L”, quindi l’ingresso era su via Santa Teresa e la svolta a destra portava all’uscita su via Roma; la seconda, invece, situata nei pressi di via XX Settembre, via Amendola e via Buonozzi, era alta, spaziosa e molto ariosa con copertura in vetro e ferro.
Ambedue furono demolite negli anni Trenta, durante il rifacimento di via Roma.

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Galleria Natta d’Alfiano
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Galleria Nazionale

 Le gallerie che invece oggi possiamo visitare sono tre:

Galleria dell’Industria Subalpina

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Galleria Subalpina

Più conosciuta semplicemente come Galleria Subalpina, è situata fra piazza Castello e piazza Carlo Alberto. Venne progettata da Pietro Carrera nel 1873, sotto compenso della Banca dell’Industria Subalpina, in uno stile eclettico che fonde elementi rinascimentali e barocchi. Si può ammirare la balconata al primo piano che percorre tutto il perimetro e distrae dalla limitata altezza (circa 18 metri) e la copertura a volta in ferro battuto e vetro, che altro non è che un tributo alla modernità.
Si trova qui il Nuovo Romano, che è il più antico cinema della città, aperto per la prima volta con il nome di Cinematografo Lumière nel 1905.

Galleria Umberto I

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Galleria Umberto I

Attualmente collega Piazza della Repubblica, che ospita il mercato di Porta Palazzo, e Via della Basilica. In origine fu la sede del primo ospedale di Torino Ospedale Maggiore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, ma nel 1884, quando la città divenne più popolosa, si decise di trasferirlo nella sua attuale sede di Corso Turati. Quattro anni dopo venne avviato il progetto di ristrutturazione dell’edificio, che lo trasformò in una galleria commerciale intitolata al sovrano Umberto I, inaugurata poi nel 1890.
La galleria cruciforme sfrutta gli spazi che prima erano le corsie dell’ospedale, ha una copertura in vetro e metallo ed è stata considerata la galleria più grande costruita a Torino tra il XVIII e XIX secolo.

Galleria San Federico

Nel 1931, durante la ricostruzione di via Roma, nacque l’idea di ristrutturare la Galleria Natta, così l’anno successivo fu avviato il progetto dell’architetto Federico Canova e dell’ingegnere Vittorio Bonadè Bottino. Rispetto a quella precedente la nuova galleria ha spazi molto più ampi, magazzini sotterranei per i negozi, uffici e un nuovo cinema.
La Galleria San Federico, dalla forma a T e con tre ingressi, presenta colonne e volte in marmo pregiato, mentre la copertura realizzata in volta a botte in vetro ne permette l’illuminazione naturale durante il giorno. Si sviluppa per ben sei piani.

Oggi, come allora, i passages torinesi, oltre ad avere un compito pratico di collegamento e copertura in caso di mal tempo, sono piccoli salottini dove poter passeggiare, fare shopping e godersi un buon caffè. Se vi capita di percorrerle ricordatevi di ammirare la loro bellezza.

Erika Manassero

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