Perché leggere Il Gabbiano Jonathan Livingston una volta l’anno

Leggendo il titolo di questo articolo ti aspetterai sicuramente una classica recensione: trama del libro, protagonisti e una frase che ti porti a precipitarti in libreria avvoltə dalla curiosità di sapere di più su Il Gabbiano Jonathan Livingston scritto da Richard Bach. In questo articolo non farò nulla di tutto ciò, perché di recensioni ve ne sono centinaia online e non voglio che queste righe si accavallino alle altre.

Eccoti allora cinque motivi, accompagnati da cinque citazioni del libro stesso, per cui Il Gabbiano Jonathan Livingston andrebbe letto una volta all’anno, un po’ come se fosse una medicina da buttare giù per ricordarsi quanto è bello vivere una vita autentica.

Perché i limiti non sono mai reali (e quando lo sono devi accettarli)

Jonathan è quella porzione della tua mente che sceglie di abbattere tutte le velocità limite e volare più veloce del vento. Fulcro del racconto è l’importanza che viene data all’idea che se un limite esiste può essere superato. Jonathan stesso sceglie di allontanarsi dallo stormo per poter essere sé stesso e raggiungere i suoi obiettivi, non condivisi dagli altri. La scelta di Jonathan è sicuramente un inno alla vita perché rivolta alla costante ricerca della propria realizzazione personale. Al tempo stesso, Bach ci tiene a sottolineare come ci siano limiti oltre i quali il nostro corpo e la nostra mente non possono permetterci di andare.

“V’era un limite oltre il quale, anche col suo nuovo corpo, non si andava”.

È proprio con questa citazione che Bach vuole sottolineare come la bellezza della vita non risieda nell’insuperabilità dei limiti che ci vengono presentati, bensì nella capacità di acquisire consapevolezza del fatto che se un determinato limite esiste va accolto. L’accoglienza può passare per il superamento di esso ma anche per la convivenza. Accettare di poter raggiungere solo una certa velocità non ci rende peggiori di chi vola più veloce. È bene, però, essere consapevoli del fatto che la qualità della nostra esistenza non è data dalla velocità a cui viaggiamo, ma dalla bellezza che riusciamo a percepire a tale velocità.

Perché non devi mai smettere di imparare

Di percorsi nel corso della nostra vita ne iniziamo e terminiamo molti, addirittura alcuni li abbandoniamo in corso d’opera. Ognuno di questi ci permette di imparare qualcosa di nuovo.

Ci sono certamente cose che pensiamo essere consolidate, che siamo certi non muteranno più e che non siamo disposti a mettere in discussione. Arriverà però un momento in cui anche queste consapevolezze crolleranno e sarà solo in quell’istante che ci sentiremo liberə. Liberə di poter essere qualcosa di nuovo e di avvicinarci sempre di più alla nostra essenza!

“Hai terminato un corso d’istruzione, e ne incomincia un altro, per te. Adesso”.

Perché la perfezione non è racchiusa in un numero

La società ci impone di adeguarci a determinati standard. Per avere una vita perfetta bisogna avere una determinata media di voti, sono necessari x figli, lo stipendio non deve essere inferiore a y e il nostro peso non deve salire sopra z. Ogni numero racchiude dentro di sé un limite. Non esiste, però, un numero capace di racchiudere in sé la perfezione e non esiste perfezione identificabile con un numero.

“Perché qualsiasi numero è un limite, mentre la perfezione non ha limiti”.

Perché ciò che ti permette di volare è la gioia di vivere

Perché non devi essere felice per vivere, ma devi vivere per essere felice.
La rivoluzione parte da te, dal tuo approccio alla vita, dalla parte da cui scegli di schierarti. Puoi scegliere di cercare la felicità per tutta la vita ma finché non sceglierai di lasciarti stringere dalla vita la felicità non farà capolino alla tua porta. Certo, questo ti mette incontro a rischi, potresti perdere molte cose, allontanarti da alcune persone ed essere avvoltə dalla sofferenza… ma è il prezzo da pagare per

“volare per la gioia di vivere”.

Perché Jonathan sei tu

Richard Bach dedica questo breve capolavoro

Al vero Gabbiano Jonathan
che vive nel profondo di noi”

E, personalmente, penso che le sue parole diano senso a tutto.

Gaia Bertolino

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