TOward2030 – Goal 3: salute e benessere

Garantire la salute e il benessere è il terzo obiettivo dell’Agenda 2030, il programma per lo sviluppo sostenibile sottoscritto dai Paesi membri dell’ONU.

Il Goal 3 ha come obiettivo quello di attirare l’attenzione sull’urgenza sanitaria nel mondo, garantire a tutti le cure mediche, migliorare il benessere e promuovere la vita.

Mentre i Paesi sviluppati tra cui anche l’Italia mostrano dati molto incoraggianti, non si può dire lo stesso per i cosiddetti Paesi in via di sviluppo o ancor di più per il “Terzo Mondo”, nel progetto Toward 2030, si è partiti dalla necessità di guardare con speranza al futuro.

Per il Goal 3 l’artista Luis Gomez, ha realizzato la sua opera in San Salvario, poco distante dalla stazione di Porta Nuova, una bellissima rosa bianca che cresce nel cemento del quartiere.

Scopriamo insieme l’opera “Come le cose più belle” grazie al nuovo articolo di @ashraf_rami

@luisgomezdeteran
@toward.2030
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TOward2030 – Goal 1: Sconfiggere la povertà

Nella cornice del progetto TOward, l’artista @zed1_art ha dato il suo contributo realizzando il GOAL 1 “Sconfiggere la povertà”.
@ashraf_rami ci presenta l’opera realizzata dallo street artist italiano presso l’istituto comprensivo Marconi Antonelli.

@lavazza; @cittaditorino; @asvis_italia; @agenda2030gob; @italyunny

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Il prezzo della schiavitù

Alcune settimane fa, il senatore Matteo Renzi ha definito l’Arabia Saudita di Bin Salman la “culla di un nuovo Rinascimento”. Quanto c’è di rinascimentale in Arabia Saudita?
L’ex-Premier non è il solo ad elevare a modello di progresso molte di quelle futuristiche città del Golfo, ma dietro ai suggestivi skyline si nasconde una drammatica realtà fatta di abusi, violenze e incessanti vessazioni, il tutto legalizzato dal sistema della “kafala”.
Di che cosa si tratta?
In questo articolo @ashraf_rami ci mostra l’altro volto delle lussuosissime città della penisola dei re e degli emiri.

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@amnestyitalia @amnesty_international_torino @humanrightswatch @Matteorenzi @Aboubakar_soum @siscounito

Politica o apolitica estera?

Ashraf Rami, nel suo nuovo articolo, ci accompagna in una riflessione su come l’Italia gestisce i propri affari esteri. Infausti esempi come il caso di Giulio Regeni, di Patrick Zaki e dei diciotto pescatori, sicuramente dimostrano la difficoltà del nostro Paese nel farsi valere nelle dinamiche internazionali. A prescindere dal colore politico, i governi che si sono succeduti nell’ultimo ventennio hanno dato la precedenza alle relazioni con l’Unione Europea, sfavorendo quelli con i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Come mai? Forse per la crescente aggressività da parte di Turchia e altri, forse per la sempre più radicata paura dell’altro che i flussi migratori portano con sé, l’Italia tende a vedere il Mediterraneo unicamente come fonte di stress.

Sanità: diritto o privilegio?

Vaccini. Si palesano le prime disparità: mentre America ed Europa, si assicurano dosi e accordi con le case farmaceutiche, c’è chi resta indietro. Nel suo ultimo articolo Ashraf Rami tratteggia la “questione vaccini” nel continente nero. Secondo l’OMS un quarto dei paesi africani non può acquistare le dosi necessarie per vaccinare i propri abitanti. Questo rappresenta un vantaggio per qualcuno? Perché la questione riguarda anche noi?

Thomas Sankara: l’uomo che fece sognare l’Africa

Thomas Sankara: l’uomo che fece sognare l’Africa.
Siamo nell’Africa degli anni Ottanta, il continente è dilaniato da miseria e fame, le ferite lasciate dal colonialismo sono ancora molto profonde e, come se non bastasse, la tensione politica è ai massimi storici a causa della Guerra Fredda tra le due super potenze, USA e URSS.
È proprio in questo periodo che il giovane presidente di un piccolo Paese africano, l’attuale Burkina Faso, si fa portavoce di idee rivoluzionarie e fortemente anticolonialiste che mettono in primo piano i diritti dei suoi cittadini, in un’Africa che non vuole più essere schiava, attirando su di sé gli occhi dei giganti della politica mondiale.
Il suo nome è Thomas Sankara.