Only murders in the building: il lato divertente del “true crime”

Immaginiamo per un attimo che nel palazzo in cui viviamo sia stato commesso un omicidio e che insieme a due nostri vicini di casa ci venisse in mente di indagare sull’accaduto, magari registrandoci pure un podcast true crime.

È quello che succede ai tre protagonisti della serie tv “Only murders in the Building” e a parlarcene è la nostra redattrice Noemi Tron nel suo nuovo articolo.

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Fleabag, l’Eroina moderna di Marina Pierri.

In “Eroine. Come i personaggi delle serie tv possono aiutarci a fiorire” Marina Pierri affronta un Viaggio tutto al femminile, in cui prende in esame vari archetipi psicologici e le protagoniste delle serie televisive del momento. Un libro in cui il femminismo intersezionale guida la lettrice/il lettore verso una maggior consapevolezza del proprio valore. L’ultima tappa del percorso è rappresentata da Fleabag, protagonista dell’omonima serie televisiva britannica vincitrice di numerosi premi proprio per la sua originalità. @giulia_calvi nel suo nuovo articolo ci racconta come Marina Pierri ha affrontato questa protagonista nel suo libro.

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“Trapped”: la serie da guardare se soffri di mal di natura

Recentemente è approdata su Netflix una serie che curerà (o forse peggiorerà) ogni vostra nostalgia o desiderio di paesaggi incontaminati e natura selvaggia, una sorta di mal d’Africa che qui, però, ha come protagonisti i ghiacci del nord.

Ginevra Gatti ci parla di “Trapped”, serie islandese in due stagioni semi-antologiche che segue le indagini di un burbero poliziotto di un piccolo villaggio sperduto tra i ghiacci di fronte a spaventosi omicidi. La serie riesce a combinare elementi tipici del genere nordic noir con altri più tipicamente “americani”, con un risultato avvincente e assolutamente perfetto per il binge watching.

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Sex education: tabù o disinformazione?

Parlare di sesso, quando si è adolescenti, è normale. Ci si affaccia all’età adulta e, di conseguenza, ci si incuriosisce rispetto a qualsiasi novità, e “il sesso” è solo una delle tante.

Questo non è strano, ambiguo o addirittura “sbagliato”, ma semplicemente dice tanto di quanto i giovani ne siano effettivamente informati. Insieme agli amici sembra essere per loro l’unico posto sicuro in cui parlarne e, molto spesso, fare domande, anche se poi nessuno ne sa veramente di più e anzi, spesso e volentieri, o ne sa meno o pensa di sapere qualcosa che in realtà non potrebbe essere più lontano dalla realtà dei fatti.

In soccorso degli adulti del domani arriva una serie TV che ha creato parecchio scalpore negli ultimi anni. Ce ne parla Noemi Tron nel suo ultimo articolo!

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Il simbolismo di Squid Game

“Squid Game” è ormai sulla bocca di tutti: la serie tv sudcoreana ha conquistato milioni di spettatori per la sua trama avvincente e la sua estetica peculiare.
Ma non si tratta solo di questo: “Squid Game” cela molti simboli che possono sfuggire anche all’occhio più attento e che oggi @cate_a.m proverà a illustrarvi nel suo ultimo articolo. Se volete conoscerli correte a leggerlo!

E voi? Siete tra coloro che hanno già ceduto al fenomeno “Squid Game” o siete ancora rimasti ‘immuni’ al suo fascino?

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Mixte: la recensione

Su Amazon Prime, nel 2021, arriva un nuovo teen drama francese dalle tinte vintage, che mischia abilmente commedia e commentario sociale. Si tratta di “Mixte”, serie che segue le avventure di tre ragazze quindicenni in uno dei primi licei pubblici francesi che ha aperto anche alle ragazze.

La nostra redattrice, Ginevra Gatti, ci porta a scoprire una produzione in cui temi adolescenziali si mischiano a riflessioni sul sessismo (ancor più nel mondo accademico), sulla natura del privilegio e su come questo sia molto difficile da sfidare sia che derivi dal genere, dall’età o dalla posizione sociale.

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“Penny Dreadful – City of angels”: l’intrattenimento coraggioso deve esserlo fino in fondo

“Penny dreadful – City of angels” è una serie del 2020, creata da John Logan. Nelle intenzioni del network la serie doveva essere l’erede spirituale dell’omonima serie del 2014, “Penny deadful”, diventata famosa per la sua vena poetica e per la performance di Eva Green. Com’è stato possibile che una serie che aveva a disposizione un pubblico affezionato sia stata un tale flop da essere cancellata dopo una sola stagione?
Ginevra Gatti prova a spiegarci come, a un progetto ambizioso sulla carta, non sia corrisposto un risultato entusiasmante e, soprattutto, come una scelta di marketing “sicura” possa rivelarsi un incredibile boomerang.

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I “fottutissimi” Peaky Blinders

Inghilterra, primo Dopoguerra. Siamo a Birmingham, nel quartiere di Small Heat. Qui comincia la storia dei Peaky Blinders, una gang di criminali, guidata dalla famiglia Shelby, il cui nome deriva dalla peculiare forma dei berretti che costituiscono il tipico outfit di ciascun adepto.
Sono tanti i motivi che dovrebbero spingerci alla visione di questo celeberrimo prodotto Netflix: primo fra tutti il grande realismo dell’ambientazione, capace di farci respirare, letteralmente, l’aria dell’epoca in cui ha luogo la vicenda. Colpisce, inoltre, l’elemento familiare, così ben delineato da farci sentire parte integrante della famiglia Shelby. Non da ultimo i personaggi femminili paiono avere, talora, un ruolo inaspettatamente superiore a quello maschile, anch’esso di per sé dominante. Possiamo aggiungere, infine, la classe e la bravura di Cillian Murphy, che interpreta Tommy Shelby, il boss della gang e che rappresenta, senza dubbio, il vero valore aggiunto della serie.

Forse non tutti sanno…della Rory Gilmore Reading Challenge

Nel caso non vi foste mai imbattuti nell’ennesima replica della serie TV “Una Mamma per Amica”, lasciate che ve ne racconti. “ Una Mamma per Amica”, o “Gilmore Girls” in lingua originale”, è una serie TV americana andata in onda per la prima volta negli USA nel 2000 e poco dopo sbarcata anche in Italia….