Il crollo della lira turca

Lunedì 22 marzo 2021, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha licenziato il governatore della banca centrale, Naci Ağbal, per aver alzato il tasso di interesse in un tentativo disperato di contenimento dell’inflazione.
A seguito dell’annuncio del cambio di guida dell’istituzione, la lira turca è crollata drammaticamente provocando la fuga del capitale estero, soprattutto per mano degli investitori giapponesi.
Ce ne parla nel dettaglio Simona Ferrero nel suo articolo.

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La storia del sale: dal Neolitico ai nostri giorni

Sin dall’antichità, il sale è un elemento particolarmente importati a fini non soltanto alimentari, ma anche economici e religiosi. In questo nuovo articolo di @Simona Ferrero, ne ripercorriamo la storia: dal Neolitico, ai Babilonesi, che dedicavano il sale al dio Marduk, agli Egizi, che lo usavano per la mummificazione, ai romani, che lo utilizzarono come forma di pagamento per i soldati (da lì il termine salario). Vista l’importanza ricoperta nel corso del tempo da questa straordinaria sostanza, non ci sorprende che fino al 1975 il sale sia stato monopolio di Stato, in Italia.

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La signora con la lampada – la storia di Florence Nightingale

Simona Ferrero ci racconta di Florence Nightingale, una delle donne più importanti del Diciannovesimo secolo.
Zelante infermiera, lavorò sul campo di battaglia durante la guerra di Crimea del 1853 tra russi e turchi. Grazie a un minuzioso lavoro di raccolta dati, arrivò a concludere che il vero nemico per i turchi non erano affatto i russi, ma le cattive condizioni sanitarie dell’ospedale che portavano infezioni e malattie molto più mortali rispetto alle ferite da guerra.
È ricordata per essere l’inventrice dei moderni metodi infermieristici, in particolare dell’assistenza infermieristica, che applicano il metodo scientifico grazie al ricorso alla statistica: è infatti l’inventrice del cosiddetto diagramma a rosa, combinazione di un grafico a barre e uno a torta, usato per rappresentare i suoi dati.

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BTP green, cosa sono e cosa finanziano?

Il 3 marzo 2021 sono stati collocati 8,5 miliardi di euro di BTP green, che serviranno al nostro paese a rifinanziare spese sostenute negli ultimi tre anni, nonché nuovi capitoli, in attesa dei fondi europei. Si tratta di buoni del tesoro poliennali con scadenza nel 2045 ideati sulla falsa riga degli analoghi titoli emessi da altri Paesi europei. Al fine di fornire la maggiore trasparenza possibile, il MEF provvederà alla pubblicazione di un report annuale, Italian Sovereign Green Bond Allocation and Impact Report, in cui verranno illustrate puntualmente tutte le spese. Nel nuovo articolo di Simona Ferrero capiamo meglio che cosa sono e cosa finanziano i BTP green!

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Tra polemiche e venerazioni, chi sono i ministri tecnici del governo Draghi?

Nelle ultime giornate particolarmente turbolente abbiamo assistito, il 12 febbraio, alla nomina dei ministri. Al di là dei personaggi politici che già conosciamo, sono stati assegnati alcuni ministeri chiave a tecnici.
Sono Daniele Franco (Ministero dell’Economia), Vittorio Colao (Ministero dell’Innovazione tecnologica), Marta Cartabia (Ministero della Giustizia), Roberto Cingolani (Ministero dell’Ambiente), Enrico Giovannini (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), Patrizio Bianchi (Ministero dell’Istruzione), Cristina Messa (Ministero dell’Università), Luciana Lamorgese (Ministero degli Interni). C’è poi Roberto Garofoli, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
In questo articolo di Simona Ferrero conosciamo la loro carriera.

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2030: dove saremo?

A chi non piace lasciarsi trasportare dalla fantasia e immaginare il futuro?
Lasciando da parte auto voltanti e tale-trasporto, Simona Ferrero, nel suo nuovo articolo, ci porta a vedere quali saranno i giganti economici del futuro in base a cosa prevedono i dati e cosa ci insegna la storia. Ci soffermeremo, poi, sul ruolo della crescita demografica e dell’innovazione tecnologica e su come questi elementi incidono sulla produttività e sul PIL.

Alitalia, troppo pesante per volare

Il settore del trasporto aereo, inteso come trasporto pubblico di civili, nasce all’indomani della Seconda Guerra Mondiale ed è destinato ad evolversi rapidamente.
Ogni Stato dà vita alla propria compagnia di bandiera, Alitalia nel caso Italiano.
La compagnia, da eccellenza nel settore diventa ben presto una zavorra, ma le implicazioni politiche e le pressioni sindacali sono troppe per lasciare l’azienda al proprio destino.
Così, facendo un rapido conto, ogni cittadino italiano ha mantenuto il carrozzone spendendo più di 150 euro tra il 2008 e il 2019, risorse che avremmo potuto impiegare per usi più efficienti, produttivi e mirati alla crescita (istruzione e ricerca per fare un nome).
Ma non finisce qui, con il decreto Cura Italia, la società è stata nazionalizzata, con la scusa del covid e la giustificazione del “settore strategico”. Come fa ad essere strategica un’impresa di fatto fallita e che gli italiani stessi non utilizzano preferendo compagnie low cost straniere? Lo scopriamo nel nuovo articolo di Simona Ferrero.

Dei social e della società

Da circa una settimana stiamo assistendo a un cambiamento nel mondo dei social. In che direzione stiamo andando?

In questo articolo di Simona Ferrero si riflette sulla questione sottolineando tre aspetti relativi alla chiusura di profili Twitter e canali YouTube: il ruolo dei social all’interno della società, il potere della proprietà e, infine, l’effettiva efficacia delle misure prese.

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La storia della lira tra le due guerre

Seconda parte della storia della Lira tra le due guerre.

A causa dei costi bellici, aumentò l’inflazione e la moneta si deprezzò. Nei primi anni Venti la situazione migliorò, ma l’intervento diretto di Mussolini, per contenere l’inflazione, fece crollare la lira. Per cercare di difenderla, stabilì che la Banca d’Italia fosse l’unica responsabile dell’emissione biglietti; ridusse il debito del tesoro nei confronti della Banca centrale e stabilizzò il debito.
Nel 1930 si andarono a ridurre gli investimenti in impianti e attrezzature, che porteranno a una riduzione della produttività, che il governo maleinterpretò, riducendo ancora di più la produzione. I titoli persero valore, cosicché tutti i creditori si precipitarono in banca per prelevare i propri soldi, mandando in crisi il sistema bancario.
Nel 1936 si decisero a svalutare la moneta e a sospenderne la convertibilità, rendendola più competitiva, anche se i benefici si videro poco, a causa della crescente spesa pubblica.

La storia della lira dall’Unità alla prima guerra mondiale

Sono ormai diffusi i nostalgici della lira, accaniti contro la nostra nuova moneta, l’euro. Eppure, la moneta è uno strumento particolarmente potente e pericoloso: vediamo quali sono gli avvenimenti che hanno riguardato la lira tra l’Unità d’Italia e l’inizio della Grande Guerra e i relativi risvolti sull’economia e conseguentemente sul benessere degli italiani.